Acquedotto Romano

Acquedotto Busa della Casara

 Acquedotto Romano
Pendici del Monte Vendevolo
sito  Busa della Casara

Cento metri di cunicoli percorribili, scavati nella riolite, di altezza 1,80 e 70 cm di larghezza. Ogni cunicolo si presenta diversificato a seconda della roccia scavata, rivestito con un muretto in pietra, comprendeva anche un bacino di raccolta da dove aveva origine il condotto di tubatura, di cui oggi si possono ammirare cilindri in trachite del diametro di 50 cm, lunghi 17-18 cm, con un sistema di incastro per facilitarne la congiuntura. Il condotto si snoda per circa 10 km, mantenuto in quota ed in pendenza grazie ai declivi dei Colli, fino a giungere ad Este, dove ancora oggi se ne ritrovano le tracce presso la Casa di Ricovero.
All’interno dei cuinicoli sono numerose le testimonianze della manifattura dell’uomo, come i piccoli incavi alle pareti ogni pochi metri, a sostegno dei lumi utilizzati per lo scavo.
Agli inizi degli agli Settanta il comune di Cinto Euganeo decise di recuperare questo sito ed avviò i difficili e lunghi lavori per liberare i condotti ostruiti dai detriti depositati nei secoli. in quest’occasione fu rinvenuto un manufatto molto bizzarro, una “barchetta” ricavata” artigianalamente da un pioppo, lunga 1 m con due fori a prua e a poppa; si tratta probabilmente di un mezzo utilizzato per il trasporto di materiale all’interno delle gallerie.

Acquedotto Busa della Casara