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Aree Archeologiche di Montegrotto Terme

Area archeologica di viale Stazione / via degli Scavi: pianta ricostruttiva (dis. di F.M. Fedele)

Aree Archeologiche di Montegrotto Terme 

Duemila anni fa si chiamavano ‘aquae patavinae’, ovvero ‘acque di Padova’, le zone termali situate lungo il fianco orientale dei Colli Euganei, ultimi rilievi di origine vulcanica prima dell’immensa piana che si estende verso est fino alla laguna veneta e al Mare Adriatico.
Le proprietà curative delle acque erano conosciute sin dall’antichità: già tra VII e III secolo a.C., nel territorio oggi amministrato dal Comune di Montegrotto Terme, tra il Monte Castello e il Colle di San Pietro Montagnon, si estendeva un piccolo lago alimentato da polle affioranti d’acqua fumante, meta di veri e propri pellegrinaggi di devoti per offrire ‘ex voto’ e sacrifici a una divinità maschile delle acque salutifere, in seguito identificata probabilmente con il dio latino ‘Aponus’.
Più tardi, non diversamente da quanto accade oggi, i nostri antenati vissuti tra I secolo a.C. e IV secolo d.C. andavano alle Terme Euganee a prendere bagni rilassanti e curativi contro i dolori, ospiti di stabilimenti pubblici o – i più ricchi – direttamente nelle lussuose ville di proprietà, fatte appositamente costruire per godere i benefici delle acque calde naturali.
A Montegrotto Terme restano ancora oggi importanti resti archeologici che testimoniano quel fastoso passato; merito dell’Università di Padova, della Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto e del Comune di Montegrotto averli trasformati in aree archeologiche aperte al pubblico, nell’ambito del condiviso Progetto Aquae Patavinae.

Area archeologica sotto l’Hotel Terme Neroniane: veduta della sala absidata (foto di P. Pianta)

In viale Stazione /via degli Scavi si possono apprezzare i resti di tre antiche piscine di varie forme con il complesso sistema di adduzione idrica ad esse annesso, un piccolo teatro e altri edifici ricreativi: probabilmente si tratta delle terme pubbliche frequentate tra il I secolo a.C. e il II secolo d.C. (fig. 1).
Sotto il ristorante dell’Hotel Terme Neroniane è visibile un altro complesso termale, più o meno contemporaneo al precedente, ma forse di proprietà privata. L’edificio più significativo è una vasta sala absidata (fig. 2), in origine rivestita di marmi preziosi; gli scavi hanno inoltre dimostrato che, accanto al complesso, doveva estendersi un’immensa piscina servita da una fonte termale ancora attiva nel XVI secolo.
Circa di un anno fa, infine, è stata aperta al pubblico l’area archeologica di via Neroniana, dove si possono visitare i resti di una lussuosa villa, realizzata agli inizi del I secolo d.C.

 Villa romana di via Neroniana: ipotesi ricostruttiva (dis. di Inklink).

Del proprietario non si conosce l’identità, ma se ne riconoscono la disponibilità economica e il gusto fortemente influenzato dai modelli architettonici e decorativi della cultura romana a lui contemporanea. Ciò è evidente nelle proporzioni della villa, estesa in origine per oltre un ettaro e mezzo; nell’alternanza tra nuclei residenziali e ampi giardini; nelle scelte decorative dei pavimenti, a mosaico o a lastre di pietra di diversi colori, e delle pareti affrescate con raffigurazioni allora in voga a Roma e nel centro Italia

Frammento di affresco con volto di donna dalla villa di via Neroniana (foto di E. Brener).

Oggi si può ammirare il settore residenziale principale della villa, incentrato su una straordinaria sala, scandita in tre navate da due file di colonne e pavimentata in raffinate lastre di marmo e ardesia, e composto di una serie di stanze e corridoi disposti in perfetta simmetria rispetto alla sala colonnata (fig. 5-6).

A rievocare i volumi originari, una copertura permanente sopra i resti restaurati di questo settore residenziale e una recinzione che ripete il perimetro della villa con i suoi giardini

Villa di via Neroniana: le coperture evocative (foto di T. Privitera).

Oltre alle tre aree visitabili, gli altri luoghi di interesse archeologico non più visibili sono segnalati con eleganti pannelli situati a Montegrotto e ad Abano Terme in corrispondenza dei rinvenimenti più significativi; molte informazioni sulle attività in corso, sulla storia del territorio e le ricostruzioni virtuali dei resti conservati nelle aree archeologiche si trovano sul sito web www.aquaepatavinae.it.

 Il pannello installato in piazza Roma a Montegrotto Terme (foto M. Bressan).

Le tre aree archeologiche di Montegrotto, i pannelli, il sito web rappresentano altrettante tappe nel cammino verso la creazione del Parco Archeologico delle Terme Euganee, il cui prossimo obiettivo è la creazione di un innovativo Museo, interamente dedicato alla storia del termalismo.

Marianna Bressan e Francesca Ghedini

Info:

Associazione Lapis
per visite guidate:
Tel. +39 389 0235910
lapisarcheologia@gmail.com