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“Ballerine di carta” di Laura Rico

Copertina Ballerine di Carta

“Ballerine di carta” di Laura Rico

Amori e ricordi alle Terme – Una donna veneta nel Ventennio

Laura Rico“Ballerine di carta” (2012, Ciesse ed.) è il romanzo d’esordio di Laura Rico, padovana, docente di lingue e letterature inglese e francese. Un romanzo dal titolo leggero, aereo, ma che racchiude in sé tutta la fragilità delle donne del Ventennio, esili ballerine di carta che con una sola gamba si destreggiano nel ballo più importante, la vita. Donne che devono sapersi adeguare a un’epoca che le considera soltanto un completamento dell’uomo, un involucro per contenere i suoi figli. Le stesse donne che rivivono attraverso la memoria di Bianca che grazie al diario ritrovato dell’amica d’infanzia Dora, figlia di un professore dedito alla propaganda antifascista, riporta in vita una saga familiare ove l’intreccio si snoda fino alla fine della seconda guerra mondiale.

Abano, amori e ricordi quindi, nella dolorosa ricostruzione di un passato altrimenti relegato all’oblio: uno spaccato di una cittadina che comincia a conoscere lo sviluppo come centro termale; una famiglia di stampo patriarcale che ruota intorno all’autoritario zio, fervente fascista; i nascondigli dove le due amiche si rifugiano per leggere “Alice nel paese delle meraviglie” e sognano di poter vivere le stesse avventure tanto denigrate dalla repressiva insegnante suor Alberta; l’amicizia con Madame Coco, emigrante francese che nella mentalità bigotta, colma di pregiudizi e sospettosa verso ciò che è sconosciuto, è ritenuta una stríga.
Bianca, che già da bambina matura il germe della ribellione, sente a poco a poco sbocciare in sé la furia della contestazione. Incapace di piegarsi ai voleri della famiglia, ai dettami dell’intransigente zio e alle imposizioni del regime, la “giovane italiana” si ribella alle convenzioni e si lascia prendere per mano da Costante, membro della buona società aponense, ma sfrenato donnaiolo e sovversivo. L’inosservanza delle linee di condotta imposte dal regime sarà la chiave di volta dell’intreccio: Bianca si ritrova sola a combattere contro il destino che la famiglia tenta di riservarle.
Sorgente MontironeUn romanzo passionale, nostalgico che pone l’accento sull’animo femminile e la condizione della donna, la provincia, la tradizione, la mentalità preconcetta e il suo opposto.
Laura Rico riesce pienamente nell’intento di riportare alla memoria le tradizioni delle cultura popolare veneta, che si tratti di dialetto o di usanze tipiche, di costumi o di vecchi giochi, o ancora di aromi e sapori che si possono ritrovare nei piatti della tradizione. Fritole e galani, quindi, pevarini e fugazze, ma anche un pizzico di magia.

Abano Bagni, 1925

Stabilimento Orologio Abano TermeLa nostra era un’abitazione modesta che sorgeva alla periferia di Abano, piccola cittadina ai piedi dei Colli Euganei nota per le sue sorgenti termali.
La casa era circondata da campi e sentieri sterrati, ma percorrendo poche centinaia di metri si poteva raggiungere il centro del paese, costellato di numerosi e moderni stabilimenti termali che si sviluppavano lungo la via centrale dei Bagni.
Zio Italo raccontava spesso con orgoglio che durante l’ultima guerra le strutture alberghiere avevano ospitato importanti personalità di stato, nonché famosi personaggi della cultura. Noi bambini ascoltavamo i suoi racconti con curiosità, soprattutto perché non eravamo mai entrati in quei meravigliosi castelli carichi di fiori e mobili di pregio, almeno così dicevano i fortunati che venivano presi a servizio. Ciò che noi conoscevamo di quel mondo incantato era quel che potevamo cogliere osservando segretamente e da lontano le ricche signore che nei giardini adorni di statue e fontane sorseggiavano infusi all’ombra di platani secolari.

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laurarico@libero.it