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Costituzione Geologica del Monte Cero

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Costituzione Geologica del Monte Cero

Il Monte Cero (m 409) situato tra Baone ed Este, domina con la sua bella forma conica il gruppo di colli (Cero – Murale – Castello) collocati nel settore sud occidentale dei Colli Euganei. L’ampia base meridionale del rilievo degrada nella stretta valle di Valle San Giorgio, che separa il citato gruppo di colli dal nucleo principale dell’acrocoro euganeo, mentre tra la sua sommità ed il Monte Castello sorge la frazione di Calaone.
Nella letteratura geologica il Monte Cero, assieme al Monte Lozzo, viene descritto come un esempio classico di laccolite di eruzione, ovvero un corpo sub-vulcanico formatosi in seguito ad una intrusione di magma tra gli strati di rocce sedimentarie preesistenti; nella zona sommitale la lava ha quindi lacerato la copertura sedimentaria, dando luogo ad una breve eruzione.
In realtà recenti rilievi geologici (2012) hanno dimostrato che la situazione risulta più complessa, in quanto il corpo vulcanico del Monte Cero nel suo fianco meridionale mostra anche un contatto con altre rocce di tipo vulcanico (rioliti) e rapporti discordanti con le rocce sedimentarie nel lato nord orientale.

Monte Cero Laccolite

Fondamentalmente comunque resta valido, anche se semplificato, lo schema strutturale precedentemente riportato.
Il corpo eruttivo del monte Cero è costituito da quarzotrachite, roccia vulcanica del ciclo eruttivo che ha originato i Colli Euganei, che data circa 33 milioni di anni dal presente. Tale roccia è stata oggetto in passato di intensa escavazione, come dimostrano le grandi cave oggi abbandonate.
Le rocce sedimentarie stratificate, di origine marina, che si adagiano sui fianchi del corpo eruttivo sono calcari cretacei della Scaglia Rossa e marne eoceniche. Il complesso sedimentario ha un’età compresa tra circa 70 e 40 milioni di anni dal presente. In contrada Piombà era attiva una cava di calcare e marna che riforniva il cementificio di Este.
Lo sbancamento degli strati ha messo a suo tempo in evidenza un’interessante situazione stratigrafica: il passaggio dalla formazione della Scaglia alla formazione delle Marne è contrassegnato da un livello di circa un metro di siltite quarzosa di color rosso mattone. La Scaglia a contatto con il livello siltitico conserva una ricca fauna fossile e denti di squalo (Odontaspidae del Paleocene superiore) di diverse specie.

Cava Piombà

Dopo la dismissione cava Piombà è stata oggetto di ripristino ambientale e pertanto il fenomeno descritto non è più visibile. Ne resta tuttavia ampia documentazione nel museo geopalentologico Cava Bomba a Cinto Euganeo, dove sono esposti i reperti fossili e i campioni di roccia.

Franco Colombara