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Età Veneziana Colli Euganei

Villa Contarini Giovanelli Venier

Età Veneziana Colli Euganei

A partire dal XVI secolo l’aspetto dei Colli Euganei muta notevolmente. I castelli, le torri e le mura vengono sostituiti da altre architetture come simbolo di potere e prestigio. La Repubblica di Venezia sconfigge i Carraresi all’inizio del XV secolo prendendo il controllo di tutto il territorio padovano.
Molte famiglie nobili veneziane cominciano da questo momento ad acquistare latifondi e possedimenti nel bacino euganeo; per assicurarsi numerosi terreni, le signorie si impegnano in importanti opere di bonifica in tutta la zona, fino alle zone pre-collinari. Il deflusso delle acque costituiva un grande problema, soprattutto per la zona delle valli racchiuse tra i pendii. La conca di Galzignano Terme porta ancora i segni dell’inagibilità dei luoghi con la singolare assenza di ville e dimore residenziali. I laghetti di Lispida, Arquà, delle Rose, sono i residui di laghi molto più estesi. Importanti per il prosciugamento di ampie zone sono i Retratti, quello di Monselice datato 1557 è il primo esempio di bonifica dell’età moderna. I nobili veneziani trovano qui zone fertili e dolci declivi, a Valsanzibio subentra la famiglia degli Scrovegni, mentre i Contarini edificano importanti ville nella zona Valsanzibio, i Donà sono presenti a Baone ed i Mocenigo ad Abano. Moltissime Ville sorsero in posizioni strategiche per valorizzare ulteriormente il proprio potere e prestigio, gli argini dei canale Bisatto di Battaglia si offrono come palcoscenico ideale per le famiglie Emo Capodilista e Selvatico. Villa EmoLo sfarzo e lo splendore della nobiltà si ripercuotono profondamente nelle popolazioni agricole e rurali costrette a nutrirsi poco e male, a causa della confisca delle terre e del pagamento della decima. La signoria veneziana aveva trovato in queste terre una ricchezza inesauribile di materie prime: il manto boschivo, dopo il parziale sfruttamento in periodo medioevale, viene utilizzato in maniera assai rilevante per alimentare l’industria navale della Serenissima, mentre lo sfruttamento della cave con l’estrazione di materiali lapidei, quali rocce vulcaniche denominate masegne o rocce sedimentarie chiamate scaglia. Il territorio di Monselice ed il Monte di Lispida che per secoli hanno fornito trachite da taglio, sono sotto il controllo della potenza veneziana, mentre nella zona di Montegrotto e Montemerlo sembrano prevalere i nobili padovani. Fino all’Ottocento la magnificenza della nobiltà e lo sfruttamento delle risorse portano alla creazione di strutture imponenti e bellissime, realizzate dai maggiori architetti in voga, con gusti e contaminazioni provenienti dalla Francia e dalla Gran Bretagna, suscitando l’ammirazione di poeti e letterati italiani ed europei.
Villa Pisani

MAURO VIGATO, Ville venete e possesso fondiario nel bacino euganeo: origini ed evoluzione, in FRANCESCO SELMIN (a cura di), I Colli Euganei, Verona, Cierre Edizioni, 2005, pp. 241-265.