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Euganei Paramotorati Decolla in una Dimensione Eterea

Euganei Paramotorati
Preparati a Decollare in
una Dimensione Eterea

Un Bisogno Atavico di Staccarsi dal Suolo per Alzarsi al Cielo

Quando è nato il vostro gruppo?
Il gruppo nasce nel 2012 casualmente, da qualche anno avevo smesso l’attività di volo libero in deltaplano, ma sentivo l’assenza di poter staccare i piedi da terra e avevo acquistato da poco un’attrezzatura usata per il volo in paramotore. Tuttavia disporre di brevetto e conoscenze del volo libero in deltaplano, non era sufficiente per volare in paramotore e, nonostante mi fossi documentato tramite forum e video you tube, aspettavo il momento giusto per provarci. Un giorno, finché tagliavo il prato davanti casa, ho sentito accendersi un motore che subito mi ha incuriosito. Sono uscito dalla mia abitazione e ho visto, pronto di tutto punto per il decollo in paramotore, Riccardo. Anche lui proveniva dal volo libero in parapendio, di cui è anche istruttore, occasionalmente aveva acquistato anche lui un’attrezzatura usata e, per la prima volta, si accingeva a provarlo. Il 6 giugno 2012 per la prima volta sono riuscito a decollare anch’io, era nato il gruppo ”Para-due“, che dopo poco è divenuto ”Para-tre” con l’aggiungersi di Giacomo e “Para-quattro”, “Para cinque” e così via, finché il gruppo è divenuto numeroso e ha assunto il nome di” Euganei Paramotorati” con una sede ufficiale, per ora, a Vighizzolo D’Este.

Di cosa vi occupate principalmente?
Di soddisfare un’esigenza emozionale, ossia di volare! Si tratta di una passione che ci accomuna, la voglia di staccarci da terra e spostarci in quella dimensione eterea chiamata cielo, per il puro piacere di assaporare alcune emozioni e disporre di un privilegio che ci permette di osservare il mondo da una prospettiva che non è per tutti.

Cos’è un paramotore e come funziona?
Un paramotore è composto essenzialmente da due attrezzi, il primo è la vela, cioè il parapendio che deriva da quelli usati per il volo libero. Il secondo è il propulsore, che altro non è che un piccolo motore a scoppio due tempi, collegato con una imbragatura da indossare, il quale monta un elica che fornisce la spinta sufficiente per decollare e spostarci in volo. Come ogni altra attività inerente al volo, è necessario frequentare un corso e superare un esame per ricevere il brevetto di volo e l’assicurazione necessaria.

decollare e volare?
Esiste una normativa imposta dall’aeroclub d’Italia che disciplina le aree e le quote dove è possibile praticare questa attività, soprattutto per non disturbare il traffico aereo. Per decollare è sufficiente un prato senza ostacoli attorno, tipo alberi o cavi elettrici e una manica a vento per conoscere la direzione e l’intensità dell’aria. Il nostro gruppo usa prevalentemente il decollo ufficiale, ma nulla ci vieta di decollare da un qualsiasi prato.

Come vi orientatee quanto restate in volo?
L’orientamento è gestito da una strumentazione con GPS, necessaria solo se voliamo in zone non conosciute, dove non si dispone di riferimenti come lo sono le nostre colline, eventuali fiumi, città, torri, strade di grande scorrimento. Mediamente con 10/12 litri di benzina si possono fare 4/5 ore di volo ad una velocità che può variare dai 20 km/h. ai 60 km/h.

Che sensazionisi provano in quota?
Descrivere le sensazioni del volo in quota è come voler spiegare un emozione, servirebbe un poeta per poter descrivere ciò che si prova a sorvolare paesaggi multicolori! I campi cambiano cromia a seconda della stagione e della coltivazione e a seconda dell’orario, le ombre mutano lo scenario, le velature invernali o autunnali creano magiche espressioni e suggestioni, oppure quando nel tuo vagare a bassa quota incroci gli idranti dei campi o le lepri che saltellano sull’erba, i gruppi di cinghiali che ci scambiano per dei predatori e si mettono in fuga, le persone che camminando alzano il capo e ti seguono con lo sguardo, spesso salutando. Sono numerose le cose che si posso scorgere dall’alto e solo dall’alto, perché si dispone di una dimensione in più, di una diversa prospettiva. Per chi l’ha provato, l’emozione del volo minimale è qualcosa di magico, si può volare a un metro da terra o salire a quote montane in pochi minuti, spaziando con lo sguardo dalla laguna alle dolomiti, ricevendo un senso di libertà difficilmente imitabile.

Che consiglio daia chi si avvicina al paramotore?
Per tutti coloro che vogliono avvicinarsi a questa attività dico che prima di tutto è indispensabile la passione e la voglia di farlo. Io consiglierei di avvicinarsi a questo mondo frequentando chi già vola, così si può comprendere se sia o meno un’attività adeguata e compatibile con se stessi. Non è in realtà qualcosa di molto difficile da apprendere, tuttavia non tutti sono in grado di affrontare il vuoto e le necessaria abilità che questo comporta, è giusto un esame di coscienza per comprendere se sia qualcosa che si vuole veramente per passione o solo uno sfizio, qui non si appaga l’ego, si attua semplicemente un bisogno che molti sentono nel DNA. Un bisogno atavico di staccarsi dal suolo per alzarsi al cielo. Quasi tutti coloro che praticano il volo, vuoi in libero, vuoi in PRM, fin da piccoli sentivano questo richiamo, molti sono riusciti a esaudire quel sogno d’infanzia.

Cosa deve fare una persona per volare con voi o per imparare a volare?
Per imparare è necessario affidarsi ad una scuola certificata, la quale può guidare con la giusta progressione e sicurezza chiunque voglia avventurarsi per il cielo. Per volare con noi basta contattarci, nel gruppo c’è Riccardo, che è abilitato al volo biposto con carrello e può accompagnare in assoluta sicurezza chiunque in volo. È possibile volare praticamente tutto l’anno. D’estate si preferisce il volo mattutino o serale, in quanto al contrario del volo libero dove si vola prevalentemente nelle ore centrali del giorno, perché le termodinamiche sono più forti, permettendo il sostentamento e il guadagno di quota, nel volo a motore con il PRM quelle termodinamiche possono creare forti turbolenze che destabilizzano questo mezzo e ne possono compromettono la sicurezza.

Ci sono regolamentazioni per volare sopra i cieli euganei?
Certo, i regolamenti sono gli stessi vigenti per il volo in ultraleggero, stabiliti dall’Aeroclub d’Italia con in più il divieto di sorvolo del Parco dei colli Euganei al di sotto di una certa quota. In quanto Parco, tranne per eventuali deroghe, per vari motivi non è permesso il sorvolo, come non è permesso il sorvolo dei centri abitati in generale.

Quali misure di sicurezza bisogna adottare e che pericoli si possono incontrare?
Normalmente le misure di sicurezza sono attive e passive e si diversificano per le procedure a terra e quelle in volo. A terra è necessario effettuare tutti i controlli pre-volo previsti dal manuale e, assicurarsi prima di accendere il motore che non ci sia nessuno vicino all’elica in movimento. In volo disponiamo di un paracadute di emergenza in dotazione, i pericoli dipendono poi dall’esperienza del pilota, che se adeguatamente preparato saprà prevenirli prontamente, si può trattare di linee elettriche, droni in rotta di collisione, o eventuali repentini cambiamenti metereologici di intensa forza, nel qual caso si consiglia il rapido atterraggio ovunque ci si trovi, anche se lontani dal campo ufficiale.

I vostri voli sono anche “sociali”, ci racconti qualche episodio?
Fortunatamente disponiamo di un pilota brevettato per il biposto ed è attrezzato per accompagnare chiunque lo chieda in volo. Occasionalmente accade di ricevere la richiesta di provare il volo da qualche persona con disabilità fisica e Riccardo dispone della competenza e preparazione adeguata a soddisfare anche queste richieste. Ovviamente si cerca di programmare la giornata più idonea e tranquilla e si trova sempre qualche volontario disponibile per l’assistenza necessaria a terra in fase di decollo e atterraggio. In volo poi non serve nulla di più di ciò che necessita agli altri, ossia lo sguardo che spazia l’orizzonte, l’aria che accarezza il volto e i colori del mondo che riempiono il cuore. È già accaduto di accompagnare in volo persone disabili e la gioia che sprigionano i loro occhi è indescrivibile, come lo è il piacere di vederle per un po’ felici ed euforiche al ritorno, infondo è un’emozione che prova chiunque sperimenti il volo e non molto diversa, visto che in volo i piedi sono per tutti due appendici superflue.

E… se si spegne il motore?
Evento raro ma non impossibile, con un’adeguata manutenzione non dovrebbe accadere, tuttavia come per qualsiasi altro mezzo volante, aerei di linea compresi, si può tranquillamente planare fino ad atterrare anche senza motore. Per noi è sufficiente un qualsiasi campo non coltivato con alta vegetazione per atterrare in totale sicurezza. È già successo di dover scendere fuori campo per vari motivi e senza alcun problema, tranne quello logistico di recupero dell’auto. Un caso recente è accaduto per poca attenzione del pilota che, preso dal vagar per i cieli al tramonto, assorto dalla meraviglia e dallo stupore, si è scordato che stava finendo la benzina. Risultato: è dovuto atterrare fuori campo, ma felice e contento comunque.

Per info generali
Giovanni Molon
Tel. 328 3659452

Come referente e attivo promotore di iniziative
Alessandro Guiducci
Tel. 348 313 7759

Per voli biposto e info generali
Riccardo Baratella
Tel 348 6048730