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Fiori del Sottobosco

Bucaneve

Fiori del Sottobosco
Qualcosa pulsa in segreto…

Nel periodo del gelo, quando la natura dorme, c’è qualcosa che pulsa in segreto, che poi si esprime e compare nel sottobosco, sono loro, i primi fiori, i fiori del sottobosco. Quello che senz’altro vince il primo premio è l’Elleboro verde (Helleborus viridis), infatti nei punti più riparati, riscaldati dall’infreddolito sole invernale, lo possiamo trovare fiorito già durante le festività natalizie, subito seguito a ruota dal Bucaneve (Galanthus nivalis) che deve il suo nome volgare al fatto che quando la neve copre la piantina essa spesso è già fiorita, e dal Piè di gallo (Eranthis hyemalis) dal fiorellino giallo, raro e localizzato, cresce soltanto in alcune stazioni dei Colli Euganei.

Poi compare nei terreni aridi, o lungo le rive, oppure nel fondo di cava, il Farfaro (Tussilago farfara) che con i suoi capolini giallo-oro “illumina” la nuda terra, i suoi fiori hanno proprietà curative (cura la tosse). Ed ancora il Campanellino (Leucojum vernum), dal bellissimo fiore che assomiglia ad una lampada di abat-jour, l’Eritronio o Dente di cane (Erytronium dens-canis), dalle bellissime foglie macchiate di bianco che deve il suo nome volgare alla forma del bulbo allungata che ricorda vagamente i denti canini del cane, la Scilla (Scilla bifolia) assieme all’Aglio orsino (Allium ursinum), di questo aglio selvatico si possono usare le foglie tritate per preparare delle gradevolissime frittate. L’Erba trinità chiamata anche Trigonella o Fegatella per il colore delle foglie (Hepatica nobilis), la Colombina (Corydalis cava) che in alcune zone dei Colli Euganei forma dei tappeti fioriti e il tepore del sole di inizio primavera fa salire dal sottobosco un dolcissimo, tenue profumo unico in natura. L’Anemone dei boschi (Anemone nemorosa), questo candido fiore del sottobosco vive in simbiosi con un funghetto appartenente alla classe degli Ascomyceti, la Sclerotinia tuberosa che per gli appassionati della natura scoprirla e come dar la caccia ad un tesoro. Poi l’Anemone giallo (Anemone ranunculoides), l’unica cosa che lo differenzia dall’anemone nemorosa è il colore giallo del fiore mentre nell’altra pianta è bianco, poi il Cipollaccio giallo (Gagea lutea), il Vecione di primavera (Lathyrus vernus), la Dentaria a nove foglie (Cardamine enneaphyllus), la bellissima Dentaria a cinque foglie (Cardamine pentaphyllus), rara e localizzata presenza nei colli euganei e la Dentaria bulbosa (Cardamine bulbifera), i Pentolini muschini (Muscari racemosum). Poi ancora le violette: Viola del pensiero (Viola tricolor), che in alcune zone dei versanti dei “colli” compare come un grande tappeto fiorito, poi la Viola dei boschi (Viola sylvestris), la Viola mammola (Viola odorata) dal grato profumo, che ha anche proprietà curative, infatti i fiori servono per curare le malattie dell’apparato respiratorio, c’è anche chi li usa canditi come elemento di pasticceria. Così le “Nostre Colline” si illuminano di colori, di profumi, di vita e di splendore, e ci assale il desiderio di muoverci, camminando fra il verde, per godere dello spettacolo che la natura ci dona, magari accompagnati da una guida esperta che ci fa conoscere per “nome e
cognome” le verdi presenze che incontriamo nel nostro cammino.

Gastone Cusin