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Fit Oleum… Divinum Oleum

Fit Oleum…
Divinum Oleum

olivi

olivi a terra

olive

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Il territorio dei Colli Euganei, con il suo terreno di origine vulcanica ed un microclima straordinario, accoglie da centinaia di anni la seducente coltivazione degli ulivi. Le origini di questa pianta sub tropicale risalgono ai miti greci, ma nella zona collinare dati certi della sua presenza risalgono al periodo di dominazione romana, epoca in cui il territorio ha subito importanti cambiamenti dal punto di vista culturale, agricolo ed infrastrutturale.
Alcuni autori romani, oltre a descrive la fertilità dei terreni Euganei, ricordano le prelibatezze degustate.
Nel IV secolo, all’interno dell’opera Historia Varia, Claudio Eliano ripensa alle focaccine di farina condite con olio di oliva e mele, che venivano preparate tra le verdi colline. Anche se la produzione di olio in questo periodo è molto esigua ed il prodotto ottenuto probabilmente è molto grezzo si incomincia a strutturare il territorio in maniera tale da permettere la coltivazione dell’ulivo in alcune zone.

Durante il medioevo la produzione olearia euganea si intensifica ed il suo monopolio è detenuto dai monasteri e dai grandi signori, che oltre all’uso personale, ne ricavano un lauto guadagno dalla vendita:
Esigenze liturgiche ed autoconsumo, oltre ai vantaggiosi guadagni che si potevano trarre sul mercato, hanno indotto Enti religiosi a rifornirsi direttamente di vino ed olio dai  grandi possessi che molti avevano in collina. Tra i molti enti ecclesiastici che avevano possedimenti nei Colli nel Trecento basti citare i monasteri e i conventi di San Francesco, di Santa Maria della Misericordia, di  Santa Maria dei Servi, di San Prosdocimo, di sant’Antonio (Bortolami S, Il paesaggio euganeo ai tempi del Petrarca, in Francesco Petrarca e il Veneto. Atti del Convegno (Padova e Arquà Petrarca, 18-19 ottobre 2002), a cura di A. Alessandri, Ill. di A. De Rossi, Montemerlo 2003, p. 44). Uve e olive (pomelle) andavano lavorate in loco. Sul finire del Trecento, ad esempio, s’incontra una camara ubi fit oleum con due orne di legno e due torchietti appartenenti al monastero di Monte delle Croci, sopra Battaglia; un magazzino per produrre olio dei marchesi d’Este esisteva a Calaone. La produzione olearia, secondo Bortolami doveva toccare livelli ragguardevoli: il solo Francesco da Carrara nel 1370 ricava da 4 terreni affittati ad Arquà un censo di 160 libbre di olio, che il coltivatore doveva condurre direttamente alla casa padronale posseduta dal signore di Padova in paese.

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corso dei secoli la coltivazione si intensifica, determinando quattro coltivazioni autoctone, che si distinguono per qualità organolettiche differenti: la Rasara, la Marzemina, Rondella e Matosso. L’origine dei nomi sarebbe un bel quesito da svelare!!

Sul finire del Settecento nel versante ovest dei Colli Euganei sorge un oleificio, azionato da muli e cavalli, destinato a diventare il più importante dei Colli Euganei, grazie alla messa in funzione, sul finire dell’Ottocento di una macchina a vapore per aumentare la produzione olearia.

Si racconta che il macchinario ci mise tre giorni ad arrivare da Padova, trainato da quattro paia di buoi e seguito da una nutrita cerchia di curiosi… La raccolta delle olive cominciava i primi di settembre, durava un paio di settimane… ai primi di novembre all’oleificio con la macchina a vapore arrivavano i contadini con le loro olive, chi col carro a buoi, chi col carretto a cavalo, chi – più miseramente – con la carriola a mano ed un sacco solo od un mezzo sacco addirittura delle olive della sua unica pianta. Il prodotto veniva pesato e poi issato al piano del granaio […] I mucchi di olive, col nome del proprietario scritto su un cartoncino bianco venivano sistemati nel granaio secondo l’ordine di arrivo, al quale avrebbe fatto seguito uno scrupoloso ordine di spremitura […] Dalla tramoggia del granaio le olive cadevano direttamente nel frantoio del piano di sotto, dove una gigantesca ruota in pietra trachitica le triturava. (Adriano Rota, Racconti di Valgonaredo, Neri Pozza, Vicenza, 1992).

Al giorno d’oggi la produzione di Olio di Oliva nei Colli Euganei vanta tre frantoi di eccellenza: lo storico Frantoio di Valnogaredo, il Frantoio di Cornoleda a Cinto Euganeo e Colli del Poeta di Arquà Petrarca.
Il prodotto ottenuto dalla spremitura a freddo delle olive è un olio extravergine dal profumo fruttato, con un colore che va dal verde intenso al giallo carico. Il sapore è fresco e leggero con una delicata sensazione di amaro. Degustandolo sentirete subito le note di frutta ed erba… e la sua straordinaria bontà !

Consigliamo di usarlo a crudo nelle verdure, sopra il pane, sul pesce o sulla carne… nel baccalà, nella pasta e fagioli, sullo schizzoto caldo… e dovunque Euganeamente voi vogliate…
Fatevi sedurre dall’Olio dei Colli Euganei… Divinum Oleum!

FOTO DI NICOLA MILANI