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Funghi autunnali

Funghi autunnali

Il quarto regno

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Chi si avvicina per la prima volta al mondo dei funghi può sentirsi smarrito di fronte all’infinita varietà di specie e di forme che la natura ci presenta e potrebbe pensare “io non ce la farò mai ad imparare a conoscerli, a distinguerli”. Naturale, sono pensieri che un tempo ho fatto anche io! La micologia è una scienza giovane e in continua evoluzione ma vivendo a diretto contatto con i funghi è possibile imparare a distinguerli, a conoscere le loro caratteristiche e le loro proprietà.
Mushrooms_of_some_sortI funghi non ci interessano soltanto per avere l’opportunità di prepararci un piatto squisito, ma li cercheremo per arricchire la nostra esperienza e la nostra conoscenza. Infatti questi strani organismi che illuminano con i loro colori il sottobosco, hanno uno scopo ben preciso in natura, anzi sarebbe meglio dire che sono indispensabili per la vita nel nostro pianeta. A differenza delle piante superiori che sono autotrofe, cioè capaci di trasformare le sostanze inorganiche (sali minerali ed acqua) in alimenti, avvalendosi della fotosintesi clorofilliana essi sono eterotrofi, ed essendo privi di clorofilla si devono necessariamente nutrire in maniera diversa, utilizzando sostanze che possono essere prese da altri organismi e così facendo distruggono le sostanze morte del sottobosco che altrimenti soffocherebbero gli organismi vegetali vivi, impedendone la vita. Oltre al diverso modo di nutrirsi, essi contengono anche una sostanza tipica degli animali (insetti) la chitina e per questo motivo sono stati inseriti in un regno a parte, un quarto regno, il regno dei Funghi. Quello che noi raccogliamo e chiamiamo fungo è in realtà il carpoforo, il “frutto” del fungo, che produce a maturità nella parte imeniale delle spore, le cui dimensioni variano da 4-5 a 20 e più micron (da ricordare che il micron è la millesima parte del millimetro).
Fungo nel bosco di Castagneta, Parco dei Colli di BergamoUn grosso carpoforo ne può contenere miliardi, trasportate dal vento anche a centinaia di chilometri dal luogo d’origine. Quando una spora cade nel substrato di terreno giusto se trova la situazione climatica ottimale (giusta umidità, giusta temperatura) dà vita ad un filamento chiamato micelio primario, che però è allo stadio sterile, per diventare fertile deve incontrare una spora con filamento di polo diverso, unirsi a lei e dare vita al micelio secondario, cioè la pianta fungina vera e propria che può portare frutto. Questo ci fa capire come sia difficile generare una nuova pianta fungina e per questo i funghi devono essere rispettati, evitando raccolte indiscriminate e soprattutto la distruzione del loro habitat, perché malgrado l’enorme numero di spore prodotte, poche sono quelle che riescono a dar vita a una nuova pianta fungina. Questo mondo affascinante che racchiude in se centinaia di migliaia di specie diverse fin dai tempi più antichi, ha contribuito ad arricchire di sapori la mensa della gente: chi non ricorda la famosa “fritaja coi spunzoi” (Morchelle) o “i boei in saeata” (Amanita caesarea). Però la strada dei funghi è segnata anche da tragedie di casi di avvelenamento, perché non bisogna dimenticare che ci sono specie velenose mortali e non bisogna basarsi sulle dicerie popolari per fare le valutazioni della loro commestibilità: l’unico metodo valido resta sempre la sicura conoscenza botanica delle specie.

 

Gastone Cusin