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Gli Astri del Cielo Invernale

Gli Astri del Cielo Invernale

Ben riparati dalle basse temperature, nelle serate fino alla mezzanotte di questo periodo dell’anno, i nostri occhi, puntati sul cielo meridionale e occidentale possono scorgere meraviglie: costellazioni come quella di Orione, del Toro, dell’Auriga e dei Gemelli, insieme alla stella
più luminosa della Volta Celeste, Sirio.

I cieli limpidi dell’inverno sono più nitidi e profondi e quando sono liberi da nubi spazzate via dal buon vento offrono astri sorprendenti già in pianura. Proviamo ad immaginarli in altura, con scenari offerti dai Colli Euganei dove la natura di terra e cielo si mette in mostra in uno spettacolo unico. Sono gli astri tra i più luminosi, quelli del cielo invernale, stelle luminosissime contenute in costellazioni mirabili dai nomi affascinanti e misteriosi dove l’immaginario dell’uomo antico ha costruito storie e leggende che sono giunte fino a noi. Nei pressi della chiesetta antichissima di San Pietro, datata 1226, dapprima tenuta dei frati dell’Abbazia di Praglia e poi, dopo tanti passaggi di proprietà e momenti travagliati è ora divenuto luogo di maturazione di vini sublimi. Situata tra filari di vigne, insieme a macchie di Castagno e Robinie, nei pressi di Carbonara di Rovolon, questo luogo offre un’osservazione stellare con un panorama che va da sud-est a sud e continuando sopra l’orizzonte ovest verso nord. I vigneti si mostrano delineando una dolce discesa verso occidente.

Splendida immagine del Toro tratto dall'Atlante "Urania Mirror"

Una serata di osservazione notturna del cielo può iniziare con una visione incantevole che può dare il Sole al tramonto che con la sua luce può disegnare sui saliscendi collinari apparenti ricami naturali. Una magia. Ben riparati dalle basse temperature, nelle serate fino alla mezzanotte di questo periodo dell’anno, puntati sul cielo meridionale e occidentale i nostri occhi possono scorgere meraviglie: costellazioni come quella di Orione, del Toro, dell’Auriga e dei Gemelli, insieme alla stella più luminosa delle Volta Celeste, Sirio. In una notte senza Luna possiamo cogliere uno “Scrigno” di diamanti nel profondo buio. All’interno di questa suggestiva area di cielo altri oggetti pieni di fascino come il famosissimo ammasso aperto, visibilissimo ad occhio nudo, denominato M45 detto le “Pleiadi”. Il destino delle Pleiadi, le “sette sorelle”, compagne vergini di Artemide (la dea della caccia) era la fuga dall’inseguimento forsennato di Orione, il cacciatore costantemente invaghito di loro. Per pietà gli dei le trasformarono prima in colombe, per consentire loro una fuga più veloce, poi in stelle, per poter essere irraggiungibili. Anche nel cielo si ha la netta impressione che le Pleiadi fuggano da Orione, precedendolo perpetuamente. Le Pleiadi hanno sempre scandito il tempo e il procedere di alcune culture, come quella del miele, raccontata da Virgilio nelle sua opera “Le Georgiche” e hanno sempre guidato gli antichi marinai nella giusta direzione.

M1 Crab Nebula

Una versione del mito racconta che era bellissima quella principessa fenicia di nome Europa. Zeus se ne invaghì tantissimo ma lei, pur consapevole di essere al cospetto del dio degli dei, inizialmente non permise nessun contatto. Per Zeus non era semplice entrare facilmente nel suo animo quindi decise di trasformarsi in un Toro bianco a cui lei, alla fine, cedette. Europa montò in groppa di quella affascinante creatura, attraversarono il mare e si stabilirono a Creta. Dalla loro unione nacquero dei figli e uno di loro era il Minotauro. Uno dei rapimenti più romantici mai raccontati. Ancora, nel Toro, il suo occhio rosso-arancione: Aldebaran. Si tratta di una stella supergigante rossa, immensa, lontana 65 Anni Luce, 50 volte più grande e quasi 600 volte più luminosa del nostro Sole. Si trova immersa, otticamente, in un altro ben noto ammasso aperto detto le “Iadi”, la fronte del Toro. Stella fortunata Aldebaran per gli arabi: addirittura considerata una delle quattro “Stelle Regali” in quanto, insieme a Regolo, (Leone) Formalhaut (Pesci) e Antares (Scorpione) frequentemente sfiorata dal percorso della Luna, un fenomeno chiamato “Congiunzione”, formato dall’estrema vicinanza ottica e prospettica di due o più oggetti celesti. Una delle due corna del Toro “El Nath” o più semplicemente Nath è la seconda stella della costellazione per luminosità. Il significato del suo nome deriva dall’arabo antico ed è eloquente: “Colui che colpisce”. Appena sopra El Nath esiste un oggetto misterioso visibile solo con telescopi di buona apertura: si tratta di M1 “Crab Nebula”, la famosissima nebulosa del granchio.

La sua storia è affascinante e racconta di una nebulosa che si è creata dopo una delle catastrofi più potenti che esistono in natura: l’esplosione di una Supernova che ora ha preso una forma simile a quello di un granchio dai mille colori. Qualche tempo fa fu scoperto un antico annale cinese che racconta una strana osservazione effettuata da astronomi di corte nel 1054, ma presente anche in alcune memorie arabe, che raccontano di un astro apparso improvvisamente, luminoso quanto e più della Luna piena e che rimase, folgorante, in quella zona del cielo per diversi mesi, prima di scomparire. Gli astronomi moderni, quella supernova, la chiamano SN 1054. Tra le dolci pendenze dei nostri Colli Euganei, al buio, mentre osserviamo queste ampie porzioni di cielo invernale, proviamo ad immaginare cosa posso aver provato i nostri avi a vedere questa gigantesca esplosione nel Cosmo. La Volta Celeste si muove continuamente e noi, da luoghi ameni e incantevoli dei Colli Euganei, stiamo imparando a seguirla.

Marco Bregolato