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I Suoli dei Colli Euganei

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I Suoli dei Colli Euganei

La particolare geomorfologia del gruppo collinare dei Colli Euganei ci permette di osservare nei vari versanti essenze arboree e coltivazioni molto diverse tra loro. Ciò è dovuto sicuramente ad esposizione, giacitura e clima ma fondamentale risulta essere la varietà di suoli differenziati a seconda delle litologie presenti nei vari rilievi. I vari suoli si possono differenziare in base alle vulcaniti su cui posano: caratteristiche acide si trovano su Trachite e Riolite, suoli sub acidi si riscontrano nelle Latiti, i Basalti presentano suolo a reazione neutra, mentre i suoli calcarei e marnosi si differenziano per la risposta alcalina dovuta alla presenza di carbonati.

La natura ha disegnato sui Colli Euganei un paesaggio diverso a seconda del substrato morfologico: la Roverella predilige stazioni assolate ed aride con suoli calcarei, come il Bagolaro ed il Bianco- spino; il Castagno ha un’ottima crescita in terreni silicei profondi, come il Carpino ed il Faggio mentre l’Erica arborea, il Cisto ed il Corbezzolo amano crescere in suoli vulcanici, con substrati silicei. La complessità dei suoli presenti ha indirizzato la crescita di differenti tipologie forestali, ma ha anche insegnato all’uomo come organizzare l’agricoltura nei diversi pendii. La tradizione agricola euganea, l’esperienza diretta nella coltivazione della terra tramandata dai nostri avi, ci ha insegnato che ogni terreno ha caratteristiche proprie, che incidono profondamente sulla quantità e qualità della coltura che si vuole realizzare in esso. Tra le più importanti colture euganee ricordiamo quella dell’ulivo, che da sempre si è indirizzata verso versanti collinari esposti a sud, su suoli calcarei con ph da acido a sub alcalino, per una migliore resa in qualità.

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Negli ultimi decenni viticoltori ed enologi hanno lavorato alla “zonazione viticola”, una serie di studi volti a capire l’influenza dei substrati morfologici nella crescita dell’uva e sulla qualità del vino prodotto. Uno studio di Veneto Agricoltura e dell’Osservato rio Regionale Suolo ARPAV, ricordato da Francesca Ragazzi, riporta come le particolarità del suolo siano determinati nell’influenzare le caratteristiche peculiari dei vini prodotti: «I suoli argillosi sulla formazione di Scaglia Rossa hanno rilevato la più alta predisposizione enologica per Merlot e Cabernet Franc, donando profili sensoriali più ricchi di note olfattive e gustative, con elevate gradazioni zuccherine e acidità equilibrata. Il Moscato ha dato i migliori risultati su suoli di Marna, dove il profilo sensoriale del vino si rileva ricco di note floreali». I suoli su vulcaniti acide sono i più diffusi nei rilievi euganei ed hanno dimostrato di poter conferire struttura, colore (vini ad alto contenuto di tannino) e eccellenti caratteristiche sensoriali e antiossidanti sia per il Cabernet che per il Merlot.

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I viticoltori euganei hanno compreso queste particolari caratteristiche morfologiche legate alla produzione vitivinicola, infatti negli ultimi anni stiamo assistendo ad una presa di posizione a livello nazionale nella produzione di vini di alta qualità. L’unicità di questo territorio e le peculiarità dei suoi vini rendono i Colli Euganei una tappa obbligata per il turismo enogastronomico e per chiunque vuole scoprire lo strettissimo rapporto tra rocce vulcaniche e produzione vitivinicola.

Nicola Gallo