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Il Giacimento Fossilifero di Cava Bomba a Cinto Euganeo

Cava Bomba
Il Giacimento Fossilifero
di Cava Bomba

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Nel 1974 alcuni appassionati naturalisti scoprirono a Cava Bomba resti fossili di pesci, in un livello calcareo marnoso di età cenomaniana superiore (92 milioni di anni dal presente). Ricerche successive, effettuate da personale qualificato, portarono al recupero di una importantissima ittiofauna fossile, oggi esposta nel vicino museo geopaleontologico. Il livello sopracitato, di forma lenticolare, presenta uno spessore massimo di quattro metri e affiora per una lunghezza di circa 40 metri; è costituito da un’alternanza di marna argillosa nera compatta in grossi strati, con marna argillosa nera laminata e fogliettata. Sono inoltre presenti livelli di marna grigio chiara stratificata e livelli ricchi di solfuri di ferro, che si presentano come spalmature o vistose concrezioni.

Stratificazione del suolo Cava Bomba
La lente nerastra è posizionata sul limite di separazione delle formazioni del Biancone, sottostante, e della Scaglia Rossa, soprastante. Alla base della lente è presente uno strato di circa 10 cm di spessore di marna giallastra, contenente resti fossili di piante continentali. L’età del giacimento è stata determinata mediante lo studio delle abbondanti microfaune che si rinvengono nei calcari alla base e al tetto dello stesso.

Fase di ScavoGiacimento Fossiliero

 

 

 

 

La fauna a pesci di Cinto Euganeo, comprendente 23 specie divise in 21 generi e 18 famiglie, presenta un carattere principalmente tropicale; la maggior parte delle forme sono di ambiente pelagico, ma sono presenti anche elementi delle barriere coralline, forme bentoniche e piccoli pesci di mare profondo. La presenza di gruppi caratteristici di habitat così eterogenei suggerisce che il giacimento di Cinto corrisponda ad un ambiente particolare e non a quello in cui i pesci vissero.

Tselfatia Formosa

   Il livello Bonarelli
Dall’inizio degli anni ’80 le facies organiche del Cenomaniano superiore/Turoniano inferiore sono state oggetto di approfondite indagini geologiche, anche in relazione alle ricerche petrolifere. Diffusamente, nel Mediterraneo occidentale e nell’adiacente margine dell’Atlantico, serie sedimentarie marine presentano, in corrispondenza del citato limite, strati caratterizzati da un alto contenuto di sostanze organiche. In Italia il complesso di questi strati viene denominato Livello Bonarelli. In considerazione delle sue caratteristiche geolitologiche e per la sua posizione cronostratigrafica il giacimento di Cinto Euganeo corrisponde pertanto al Livello Bonarelli, che affiora anche in molte altre località delle Alpi meridionali.

Livello Bonarelli

Origine del Livello Bonarelli
Il modello qui riportato non ha la pretesa di fornire una ricostruzione paleoambientale rigorosa del Veneto nel Cenomaniano superiore, ma vuole semplicemente fornire visivamente un’idea di una situazione deposizionale possibile. Fondamentalmente si può ritenere che l’elevazione di soglie sottomarine, dovuta ad attività tettonica, abbia impedito la libera circolazione delle correnti marine, determinando nei fondali condizioni anossiche, che avrebbero quindi impedito la completa ossidazione della sostanza organica proveniente dalle parti più elevate della colonna d’acqua, in cui vivevano organismi planctonici e nectonici. La presenza nel fondale di una microflora batterica anaerobica (solfobatteri) determinava lo sviluppo di acido solfidrico e quindi la precipitazione di solfuri di ferro (marcasite); la tossicità dell’acido solfidrico e l’assenza di ossigeno producevano condizioni ambientali particolari, sfavorevoli alla vita degli organismi superiori legati al fondo del mare (bentonici). Tali condizioni vengono chiamate euxiniche, dal nome greco del Mar Morto nel cui fondale si riscontra un ambiente di questo tipo. Nei fondali euxinici le spoglie dei pesci, trasportate dalle correnti da ambienti diversi anche molto lontani, una volta depositatesi si conservano perfettamente, poiché non vi sono agenti biologici ne meccanici in grado di distruggerle. Il frequente stato di disarticolazione dei fossili va quindi imputato in massima parte a processi avvenuti durante il trasporto.

Frenelopsis

Franco Colombara