Il Gufo

Gufo

Il Gufo
Il Vagabondo delle Tenebre

Il Gufo è un rapace notturno di medie dimensioni, con un’apertura alare di 95 cm, per quasi 3 kg di peso, lungo circa 34 cm, con coda corta e arrotondata. La testa è grande, tondeggiante ed incavata anteriormente, come il collo e le parti superiori delle ali, è di una colorazione fulvomarroncino con macchiettature più scure che rendono il suo aspetto piuttosto mimetico. Le parti inferiori del corpo variano da sfumature gialloocra al castano chiaro con striature nerastre, che si possono notare molto bene durante la fase di volo.

Ho il ciuffo!
Sulla sommità del capo ha due ciuffi di piume erigibili, che non sono orecchie come solitamente si pensa! L’udito del Gufo è molto sviluppato, le sue orecchie si mostrano come due profonde fessure coperte di piume poste ai lati del cranio in maniera asimmetrica. Questa particolarità gli permette di avvertire i suoni prima in un orecchio e poi nell’altro, in modo tale da capire immediatamente la direzione e la distanza dei rumori percepiti! È infatti soprattutto grazie all’udito che può cacciare le sue prede!

Io ruoto!
Al buio, o meglio, con pochissima luce, la vista del gufo risulta eccezionale. La sua testa è attaccata al corpo mediante delle vertebre talmente flessibili che gli permettono di ruotare il capo di quasi 180° senza muovere il corpo! Gli occhi, tondeggianti con l’iride arancione, si trovano in due incavi detti “dischi facciali” che fungono anche da “parabola” per percepire meglio i suoni.

Sono silenzioso!
L’alimentazione del Gufo predilige piccoli roditori, ma anche animali più grandi, come pulcini, anatre, oche, lepri. La caccia avviene in volo e per questo il battito delle sue ali è estremamente silenzioso, così da non essere quasi percepito. Cattura le prede con i suoi potenti artigli affilati e ricurvi che sono ricoperti di piume per proteggerli dai graffi o morsi delle vittime. Anche il becco è un’arma micidiale: acuminato e tagliente, è stretto e ricurvo per non disturbare il campo visivo dell’animale.

Le borre!
Il Gufo ingurgita interamente le sue prede, senza sprecare nulla. Dopo la digestione però rigurgita delle matasse di cibo solido, chiamate borre. Nel suo stomaco la parte indigesta del suo pasto (come pelo, piume e ossa) si compatta, rifluisce nella bocca e viene rigurgitata. Le borre ci mettono molto tempo a decomporsi; sotto il suo posatoio si possono trovare infatti molte borre, che vengono spesso studiate da naturalisti e botanici per conoscere abitudini alimentari dell’animale e caratteristiche ambientali.

Dove sono!
Nel periodo invernale possiamo scorgere molti esemplari di Gufo appollaiati assieme sullo stesso albero; si crea così una specie di dormitorio collettivo (roost), poichè nella collettività l’animale può trovare più forme di difesa. Nei Colli Euganei possiamo scorgere dei roost nella zona Regazzoni a Galzignano T. e nel Monte Ventolone di Arquà Petrarca. È una specie particolarmente protetta in Italia ai sensi della legislazione venatoria (157/92).