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Il Lungo Viaggio dell’Acqua Termale

Il Lungo Viaggio dell’Acqua Termale

Le acque termali del bacino di Abano e Montegrotto appartengono alla categoria delle acque sotterranee profonde. Per lungo tempo sono state considerate manifestazioni di divinità od attività vulcaniche del sottosuolo, ma i numerosi studi, attivi fin dall’Ottocento, attestano l’origine geotermale; cioè il calore e le proprietà curative dell’acqua termale euganea deriva dal lungo viaggio nel sottosuolo che deve percorrere. L’acqua proviene dai bacini incontaminati delle montagna Vicentina, in particolare nella zona delle Prealpi e Piccole Dolomiti, discendono in profondità attraverso le fratture delle rocce calcareo-dolomitiche, che iniziando un percorso sotterraneo a 2500-3000 metri di profondità, della durata di 25-30, attraverso un lento e tortuoso sistema di circolazione, arriva a sgorgare tra le colline euganee. In questa zona l’acqua è spinta a risalire attraverso gli strati rocciosi profondi, sollevati dalle emissioni magmatiche, acquisendo peculiari caratteristiche di salinità bromo-iodica e di alta temperatura, attorno ai 75-85°. Le proprietà delle sostanze disciolte rende quest’acqua particolarmente indicata per il trattamento di alcune patologie, classificata, dal punto di vista chimico, come “acqua salsobromoiodica ipertermale” con un residuo fisso a 180° di 5-6 grammi di sali disciolti per litro. Le caratteristiche curative delle acque termali euganee sono note ed utilizzate fin dai tempi più antichi, utili a curare reumatismi, traumi alle ossa, artrosi, malattie dell’apparato respiratorio e molte altre. I bagni e le abluzioni in queste acque sono particolarmente piacevoli, anche se l’unico modo per utilizzarle è attraverso le strutture alberghiere, recettive e di cura. Si trovano molti laghetti e sorgenti termali tra le strade ed i sentieri dei Colli Euganei, ma i bagni e l’utilizzo di queste acque sono sconsigliati per la pericolosità dovuta all’alta temperatura ed alla fangosità delle zone circostanti.