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La Magia di Andromeda

La Magia di Andromeda

La Magia di Andromeda

In una notte di fine estate, tra gli alberi di mandorlo a lato del sentiero che porta sul Monte Fasolo,sui Colli Euganei, sotto un cielo quasi trasparente, un lieve batuffolo di ovatta, quasi impercettibile compare tra gli astri. La natura attorno a noi emana un senso di serenità e profonda quiete, ma anche una sensazione di arcani misteri quando le sagome scure dei dorsali dei Colli quasi si confondono con l’oscurità del cielo notturno privo di Luna. Solo un cielo senza il bagliore lunare può offrirci osservazioni sorprendenti e alla fine dell’estate, come per incanto, da questo luogo è possibile percepire un debole alone chiaro nell’area di cielo in cui si trova la costellazione di Andromeda: si tratta di M31, la Grande Galassia di Andromeda. Quando l’astronomo francese Charles Messier, alla fine del 1700, la osservò per la prima volta con un telescopio, vide questo oggetto come una nebulosa e la chiamò: M31 (M da Messier, 31 è il numero dato da lui all’oggetto scoperto) la Grande Nebulosa di Andromeda. A quel tempo gli astronomi non erano a conoscenza delle Galassie, quegli agglomerati formati da miliardi di Stelle lontani milioni di anni luce. Si dovrà attendere la fine del 1920 con l’astronomo americano Edwin Hubble per comprendere l’esistenza di queste Galassie, chiamati “Universi Isola”. A Messier l’onore della scoperta di questo oggetto meraviglioso che ora si chiama non più Grande Nebulosa, ma bensì Grande Galassia di Andromeda. Ogni appassionato di Stelle attende l’inizio dell’autunno per osservare il cielo verso est in modo da vedere le Stelle nuove sorgere e prendere il posto delle altre meraviglie del cielo che hanno illuminato l’estate sopra la nostra testa e a ovest. E così, da sempre, per ogni stagione.
Dal Monte Fasolo, in questi momenti unici in cui osserviamo il cielo ci accorgiamo che i nostri Colli Euganei sono una località di una bellezza unica, che porta a attimi di respiro profondo. Nel momento in cui si osserva M31, la grande Galassia di Andromeda, il respiro lo si trattiene per la meraviglia di ciò che vediamo e per la distanza da cui siamo separati da essa: 4 miliardi e mezzo di anni luce. Corre il pensiero che questa Galassia si stia avvicinando alla nostra, alla Via Lattea e in un lontano futuro, tra 5 miliardi di anni, circa, queste due Galassie, Andromeda e Via Lattea, daranno il via ad una incredibile danza cosmica, divenendo “Galassie Interagenti”, vale a dire si fonderanno insieme divenendo, nel tempo, una immensa unica Galassia.
A fine estate ed all’inizio dell’autunno, per un osservatore del Cosmo, lo spettacolo va in crescendo. Non solo M31, ma anche altri splendidi oggetti arricchiscono il cielo come il famoso “Doppio Ammasso” nella misteriosa costellazione di Perseo, la cui Stella “Alpha”, (ogni stella principale di ogni costellazione viene chiamata “Alpha”, la seconda “Beta” e così via, in un ordine dato dall’alfabeto greco) dal nome Arabo Persiano “Algol”, che significa “Occhio del diavolo”. L’origine del nome di questa stella, che varia la sua luminosità in tempi relativamente brevi, rappresentava per gli Arabi del tempo il demonio.

Il rosmarino e la menta, queste sono solo alcune delle erbe di cui si può sentire il profumo portato dalla brezza sul Monte Fasolo, mentre si guarda il cielo la sera e la notte e per chi ha forza dentro, l’alba. Il profumo di questa passione in questi luoghi d’incanto non finisce qui. Intanto, nella speranza sempre viva di un cielo trasparente, non perdiamoci questa magia di Andromeda

Marco Bregolato

La magia di Andromeda

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