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La Nebbia Sotto le Stelle

Nebbia Sotto le Stelle

La Nebbia Sotto le Stelle

Solo il rumore attutito dei passi nel silenzio, lungo l’itinerario che porta sul Monte Ricco, sui Colli Euganei. Alcuni filari di cipressi creano delle ombre leggere nell’aria densa della nebbia. Il percorso che porta sulla sommità del monte è tappezzato di foglie, per alcuni tratti di leccio, altri di corbezzolo. Nel tardo pomeriggio, mentre si sale, la luce velocemente perde d’intensità. In autunno il buio arriva più tempestivo. Dopo aver superato una sbarra e una casa rossa, il sentiero si inerpica verso l’apice del colle e oltre i 260 metri di altezza l’essenza lattiginosa della nebbia perde consistenza e seguendo il sentiero indicato, scompare. Arriviamo all’Esedra di Atlante. Questo luogo è una terrazza balaustrata in pietra con una statua che raffgura Atlante con il mondo sulle spalle, la cui forma si erge con sentimento eroico. Questo è un punto panoramico meraviglioso: di giorno, durante serene giornate soleggiate, lo sguardo diventa ampio da est fino a sudovest e ci si può sorprendere vedere il mare in lontananza, a sinistra e gli Appennini Emiliani, di fronte. Ma ora è autunno ed è oramai sera, con la nebbia come un pavimento ovattato appena impercettibile, immenso e sopra di noi una mirabile Volta Celeste. Questa magica atmosfera porta gli appassionati di osservazione del cielo ad esperienze importanti, in quanto, sopra la nebbia, l’atmosfera può essere stabile e quindi le stelle, la luna e i pianeti risultano più definiti ai nostri occhi.
Uno spicchio di luna crescente pochi gradi sopra l’orizzonte a sudovest rischiara leggermente il fondo del cielo. Questo è il momento tra i migliori per osservarla con un telescopio, in quanto le ombre giunte sulla sua superficie gibbosa creano i leggendari ‘chiaroscuri’ dovute alle asperità dei crateri. Tra non molto la Luna tramonterà lasciando un cielo libero da chiarori di fondo, aumentando il contrasto tra stella e stella. Uno sguardo verso nord ci porta alla forma inconfondibile di Cassiopea, a seconda del periodo identificabile come una W o una M. Più a ovest il mitico cavallo alato, Pegaso, che portò Perseo a compiere i suoi atti eroici indimenticabili. Perseo lo si trova a sinistra, leggermente scostato da Cassiopea e al fianco di Andromeda. Ma è ad est che si possono rilevare i primi segni premonitori di un cielo ricolmo di oggetti brillanti. Capella, costellazione dell’Auriga, è la terza stella più luminosa dell’emisfero boreale, vale a dire il cielo che sta a nord dell’Equatore Celeste. Capella, che significa “Capretta”, dedicata alla capra Amaltea che allattò Zeus, è un astro molto studiato dagli astronomi. Sebbene ai nostri occhi risulti come una sola Stella, Cappella in realtà, risulta essere un Sistema Multiplo di Stelle, esattamente quattro, ad una distanza da noi di circa 42 anni luce e il suo colore risulta essere bianco-giallo dorato. La sua apparizione serale, ad est del tardo cielo autunnale, indica il perentorio arrivo delle Stelle tra le più belle: quelle invernali. Da sempre, il fascino degli astri viene associato alla mitologia classica greca e la maggior parte delle costellazioni del cielo Boreale hanno questa derivazione, ma è importante comprendere come gran parte delle Stelle che le compongono hanno nomi arabi. Gli Arabi e i Persiani, infatti, sono stati tra i primi a creare una catalogazione stellare, quindi a loro il giusto onore. In questo momento nomi di stelle come Mirach, Markab, Alderamin e Mirfak suonano nel loro immenso fascino della terra delle ‘Mille e una notte’. Ora il cielo è talmente nitido che si possono individuare, sul Meridiano Celeste, vale a dire quella ipotetica linea che passa esattamente il cielo da Nord a Sud, le deboli ma importantissime stelle della costellazione dei Pesci. Ora è tardi. Più ad est sorge lo ‘Scrigno invernale’, ma quella è un altra storia. Quella è la nostra prossima avventura con il cielo dei Colli Euganei.

Marco Bregolato

La magia di Andromeda

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