Home » Colli Euganei » Natura e Territorio » Geologia » La Selce nei Colli Euganei

La Selce nei Colli Euganei

Selce
La Selce nei Colli Euganei

La Selce e l’Uomo

Fin dai primordi della preistoria, nel Paleolitico inferiore, gli ominidi (Homo abilis e Homo erectus) hanno utilizzato la pietra per fabbricare rozzi strumenti adatti a tagliare le carni e tendini ed a spaccare le ossa delle prede. Venivano generalmente adoperati ciottoli di varia natura, resi taglienti scheggiandoli con pochi colpi per creare uno spigolo acuto, ma già verso la fine di questo periodo, da 600.000 ad 80.000 anni dal presente, l’Uomo preferisce la selce alle altre rocce e affina le tecniche di lavorazione.Le successive culture umane, fino all’avvento dell’età dei metalli, useranno sistematicamente la selce per la fabbricazione di svariati strumenti come armi – lame, asce, punte di lancia e di freccia – e come strumenti di lavoro, quali i raschiatoi e le lame per i falcetti.

Geologia e petrografia della selce

La selce si trova in noduli – di forma pseudosferica o ameboide – o in ammassi stratiformi all’interno dei calcari di origine marina. È costituita da vari tipi di quarzo microcristallino e si forma come precipitato all’interno dei sedimenti calcarei ancora sciolti del fondo marino. Originariamente la silice è presente nel bacino di sedimentazione per dissoluzione di scheletri e gusci di organismi marini; alcune spugne infatti possiedono un’impalcatura scheletrica silicea e i radiolari, microscopici organismi planctonici, sono provvisti di un elegante guscio siliceo. Talvolta queste strutture biologiche possono conservarsi nella selce e sono quindi visibili al microscopio. La selce è una roccia dura, a grana finissima e quindi di aspetto molto omogeneo. La frattura per percussione risulta liscia e di forma concoide, le schegge che si generano presentano finissimi bordi traslucidi e taglienti. I colori più comuni della selce sono il giallo chiaro, il rosso, il bruno, varie tonalità di grigio fino al nero. I colori vivaci sono impartiti prevalentemente da ossidi di ferro, mentre le tonalità scure e il nero sono dovute alla presenza di sostanza organica carboniosa. Il limite con il calcare è ben definito e i noduli (detti anche arnioni) si separano facilmente dalla roccia calcarea inglobante; spesso nella zona di separazione è presente una corteccia biancastra friabile.

Tipologie di Selce

Il suo utilizzo nella preistoria

Nei Colli Euganei sono diffusamente presenti rocce calcaree di origine marina di età compresa tra il Giurese superiore e l’Oligocene (circa 150 – 35 milioni di anni dal presente). Questa serie sedimentaria è suddivisa in quattro formazioni geologiche: il Rosso Ammonitico, il Biancone, la Scaglia Rossa e le Marne Euganee. Tutte le formazioni citate contengono livelli con presenza di selce, ma questa è particolarmente abbondante nella Scaglia Rossa e nel Biacone.

La selce della Scaglia presenta una gamma cromatica variante dal grigio chiaro al giallino e al rosso vivo, quella del Biancone presenta colorazioni di varie tonalità di grigio, fino al nero. Poiché nei Colli le rocce sedimentarie possono affiorare anche naturalmente per frane o per l’azione dei corsi d’acqua o altri fenomeni erosivi, la selce non è certo sfuggita ai nostri progenitori preistorici, per i quali costituiva una preziosa risorsa.

Punte di Frecce in Selce

Insediamenti preistorici euganei con manufatti in selce sono ben documentati fin dal Paleolitico (Carbonara, Monte Versa), ma sono i siti archeologici del Neolitico (Castelnuovo, Valcalaona, Lago della Costa) e dell’età del Bronzo (Lago della Costa) che restituiscono copiosi reperti in selce, la cui lavorazione aveva raggiunto un alto livello qualitativo. Assieme ai manufatti in selce troviamo moltissima ceramica, manufatti in osso e corno e, nei giacimenti dell’età Bronzo, anche i primi oggetti in bronzo, come spille, asce, lame, ecc.

Non tutti i reperti dei siti archeologici euganei però provengono dalla selce dei Colli. Ben presto nella preistoria si stabilirono tra popolazioni scambi commerciali riguardanti merci ricercate come la selce, grezza o lavorata e il sale. Manufatti presenti nel territorio euganeo potrebbero perciò provenire dalla Lessinia, ricchissima di selce, o da luoghi ancora più remoti.

Curiosità

  • Succede talora che cercatori di fossili principianti scambino noduli o ammassi di selce per ossa di dinosauri, rimanendo delusi quando viene svelata loro la vera natura delle pietre esibite con l’orgoglio di una presunta clamorosa scoperta.
  • La selce se colpita con un percussore di acciaio o con un altro pezzo di selce sprigiona scintille. Questa proprietà è stata sfruttata dall’uomo primitivo come uno dei sistemi più comuni per accendere il fuoco; come esca venivano usati pezzetti essiccati di un fungo coriaceo del genere Fomes, molto infiammabili e quindi la fiamma si propagava ad un mucchietto di paglia.
  • Già dal Medieovo la selce è stata usata per la fabbricazione di acciarini.
  • Con le prime armi da fuoco, un meccanismo costituito da un percussore di acciaio che colpiva un blocchetto di selce, provocava l’esplosione della polvere da sparo.
  • Per questa proprietà legata al fuoco, la selce era chiamata pietra focaja, selce focaja e piromaco, termini ormai caduti completamente in disuso.

Franco Colombara