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Le Api, Nostre Instancabili Alleate

Le Api instancabili Alleate - Colli Euganei

Le Api, nostre
instancabili Alleate

” Se le Api scomparissero dala faccia della terra,
all’uomo non rimarrebbero che quattro anni di vita”
Albert Einstein

INTRODUZIONE

Conosciamo da sempre le api. Le conosciamo soprattutto perché producono il miele, un dolcificante naturale molto utilizzato prima della scoperta dell’America nel 1492, che introdusse la coltivazione della barbabietola da zucchero, e prima che nel 1700 si scoprisse il metodo industriale dell’estrazione dello zucchero. Le testimonianze più antiche circa la presenza delle api ci giungono da un luogo non molto lontano. Una progenitrice dell’ape è stata infatti ritrovata a Bolca (VR) ed il fossile è conosciuto appunto con il nome “l’ape di Bolca”. Non solo, infatti risale a 7000 anni fa il graffito che ritrae un raccoglitore di miele rinvenuto nella “grotta del ragno” vicino a Valencia e ancora graffiti coevi in Zimbabwe ed in India. Anche gli Egiziani conoscevano le api e numerosi sono i geroglifici che le hanno come soggetto, senza scordarsi gli affreschi dell’età romana e così via fino ad i giorni nostri. Questo ci indica il profondo legame tra ape ed uomo e anche la notevole importanza che da sempre si è attribuita a questo insetto.

LA SUPERFAMIGLIA

Come già accennato la famiglia delle api è composta da tre caste:

Regina: è l’unica femmina fertile, è la più grande (fino a 2 cm) e nasce da un uovo fecondato posto su una particolare cella: la cella reale. Nasce dopo 16 giorni e viene costantemente nutrita con pappa reale (unico alimento che la differenzia dalle operaie). Il suo compito è quello di deporre 2000 uova al giorno. Può vivere fino a 4 anni e generalmente viene marchiata (dagli apicultori) sul torace con cinque colori in base all’anno di nascita (azzurro per anni 0 e 5, bianco 1 e 6, giallo 2 e 7, rosso 3 e 8, verde 4 e 9). Lascerà l’alveare solo una volta nella sua vita con il cosiddetto “volo nuziale”. Dopo circa 20 giorni dalla nascita infatti uscirà dall’arnia per accoppiarsi con circa 15 fuchi e rimarrà fertile tutta la vita conservando il seme nella spermateca. Grazie ad una particolare valvola potrà scegliere se fecondare o meno le uova che deporrà.

Il fuco: è il maschio e nasce in 24 giorni da un uovo non fecondato. Ha pochi compiti ed è destinato a morire dopo l’accoppiamento o ad essere cacciato dall’arnia verso la fine della stagione. Ha degli occhi molto sviluppati ed è molto abile nel volo. Non può pungere perché non possiede il pungiglione.

L’operaia: è l’individuo più conosciuto della famiglia. Nasce in 21 giorni da un uovo fecondato e nutrito per i primi giorni con pappa reale, poi con miele e polline. Non è fertile. Vive per circa 40 giorni e svolge moltissimi compiti diversi. Per i primi tre giorni è “ape spazzina”, dal quarto al decimo è “nutrice” (fa la pappa reale con le ghiandole ipofaringee), dall’undicesimo al quindicesimo è “ceraiola” (produce la cera dalle ghiandole sotto l’addome), dal sedicesimo al ventesimo è “guardiana” o “magazziniera”, dal ventunesimo al quarantesimo è “bottinatrice” (esce dall’arnia e visita i fiori per recuperare il nettare).

Le Api instancabili Alleate - Colli Euganei

MORFOLOGIA

Come tutti gli insetti, hanno il corpo suddiviso in tre settori: il capo, il torace e l’addome.

Il capo: sono presenti gli occhi composti, 2 ai lati e composti da 5 o 6 mila elementi semplici chiamati ommatidi che permettono una “visione a mosaico”. Vi sono anche degli occhi semplici od ocelli, in numero di 3 disposti a triangolo. Questi sono in grado di percepire l’intensità luminosa. Nel capo sono presenti anche 2 fondamentali antenne formate da 11 segmenti (12 nel maschio). Queste contengono i ricettori tattili, olfattivi, gustativi, termici, ecc. L’apparato boccale dell’ape è di tipo lambente succhiante, le cui mandibole risultano molto ridotte e servono solo per modellare la cera (motivo per cui non può mordere la frutta), mentre il labbro inferiore forma un canale chiamato ligula che serve a prelevare il nettare dai fiori e per depositare il miele.

Il torace: è la parte centrale del corpo. Ricoperto di peli e setole, è composto da tre elementi fondamentali.
– Le zampe: sono 3 coppie (6 zampe), caratteristica tipica degli insetti. Il primo paio forma una spazzola, il secondo paio viene utilizzato per staccare le pallottole di polline, il terzo paio ha uno sperone particolare che va a formare la “cestella del polline” dove si accumula il polline spazzolato dal corpo.
– Le ali: sono 2 coppie costituite da sottili lamine percorse da nervature rigide e cave. Possono essere utilizzate singolarmente (per arieggiare l’arnia) o simultaneamente nel volo. Infatti, quando l’ape vola, delle piccole strutture ad uncino chiamate “hamuli” agganciano il primo al secondo paio d’ali aumentando l’efficienza di volo (come fossero attaccate con del velcro).

– Gli stigmi: sono sei aperture attraverso le quali il sistema respiratorio può comunicare con l’esterno.

L’addome: è ricoperto di peli (caratteristica utile per distinguere le varie sottospecie) ed è composto da 6 segmenti visibili. Il peduncolo è la strozzatura che collega torace ed addome ed ha molteplici funzioni come consentire il movimento e soprattutto favorire l’isolamento termico con il torace che per la presenza della muscolatura delle ali si surriscalda rapidamente. L’ultimo segmento in realtà ne contiene altri tre che sono ridotti e modificati a formare la “camera del pungiglione” (nel fuco sono visibili perché non ha pungiglione). Il pungiglione è un’importantissima arma di difesa-offesa. È formato da uno stiletto che ha una parte uncinata a “denti di sega” motivo per cui se l’ape punge un mammifero è destinata a morire in quanto il pungiglione non può essere estratto dai tessuti (quindi ci pensa molto bene prima di farlo!) Una volta che ha punto, il pungiglione unitamente alla “sacca del veleno” rimangono nei tessuti del malcapitato e se non rimossi prontamente inietta circa 0,3 mg di veleno e un feromone d’allerta che comunicherà alle altre api la posizione del “bersaglio”. Se invece punge un altro insetto con esoscheletro duro può tranquillamente estrarre il pungiglione.

SISTEMATICA E BIOLOGIA

Dominio: Eukariota;

Regno: Animalia;

Phylum: Arthropoda;

Classe: Insecta;

Ordine: Hymenoptera;

Famiglia: Apidae;

Genere: Apis; Specie Apis mellifera L. 1758

L’ape è quindi un artropode, un insetto e un imenottero della famiglia apide, ma l’ape mellifera non è uguale in tutte le aree del mondo. In Italia ad esempio c’è L’Apis mellifera ligustica Spin. Originaria della Liguria è una delle api più produttive e docili che si conoscano. L’ape domestica costituisce la società animale più studiata ed ammirata di sempre. È una società matriarcale, in quanto guidata dalla regina, monoginica perché vi è solo una femmina fertile e pluriennale. La famiglia è formata da tre diverse caste: regina, operaia e fuco. Le tre caste sono alate, ma polimorfiche in quanto gli individui hanno conformazioni diverse tra loro. Sono insetti olometaboli, cioè presentano una metamorfosi completa che vede le fasi di uovo, larva, pupa (immobile e afaga) e adulto.

Le Api instancabili Alleate - Colli Euganei

COMUNICAZIONE

Per comunicare, le api, utilizzano i feromoni. Sono delle sostanze chimiche che vengono captate dalle antenne e servono a comunicare messaggi di avvertimento, allarme, presenza, ecc. Un secondo metodo di comunicazione che serve a localizzare la fonte di cibo è la cosiddetta “danza”. Se i fiori ricchi di nettare sono a meno di 100 metri di distanza comunicano con la “danza circolare”, mentre se i fiori sono a più di 100 metri comunicano con la “danza dell’addome”. Quest’ultima prevede un movimento “ad otto” facendo vibrare l’addome con un’angolazione pari all’angolo che si forma tra il sole e la direzione dei fiori.

I PRODOTTI DELL’ALVEARE

Il miele: è il più conosciuto e il più importante. Deriva dalla lavorazione del nettare che viene conservato nella “borsa melaria” e scambiato con le altre api con la “trofallassi” prima di essere depositato sui favi, deumidificato e chiuso con degli opercoli di cera. Per produrre 1 kg di miele, le api devono percorrere 150.000 km cioè l’equivalente di quasi 4 volte il giro della terra. Esistono diversi tipi di miele: millefiori o monoflorali e di melata (sostanza zuccherina di scarto di alcuni parassiti delle piante). Il miele è il cibo delle api operaie e dei fuchi dai 3 giorni fino alla fine della loro vita.

La propoli: è una sostanza balsamica e resinosa che le api raccolgono sugli alberi. Viene usato come antibatterico e per chiudere le fessure dell’alveare. In medicina viene usato come antibatterico ed emolliente per la gola.

La pappa reale: è una secrezione delle ghiandole ipofaringee delle api operaie. Viene utilizzata per l’alimentazione delle larve nei primi 3 giorni della loro vita e per tutta la vita dell’ape regina (l’unica differenza che ha con le operaie è l’alimentazione). È utilizzata come ricostituente.

Il polline: lo raccolgono dai fiori creando delle piccole palline sull’ultimo paio di zampe. Costituisce una riserva di proteine da usare nella stagione invernale.

La cera: la cera è prodotta dalle ghiandole ceripare delle api operaie. Viene modellata per costruire le celle dei favi dell’alveare e per opercolare le celle che contengono il miele. È una sostanza grassa è quindi necessita di molta energia per essere prodotta.

Il veleno: viene estratto ponendo sull’entrata dell’arnia una piastra che con piccole scariche elettriche a bassa tensione fa estrarre il pungiglione e rilasciare il veleno alle api. Viene usato in medicina per curare diverse

Raccolta del Miele in antico Graffite

LA LORO UTILITÀ

Le api sono essenziali in molti settori come ad esempio:

Impollinazione: incrementano il raccolto e migliorano la qualità del prodotto. La maggior parte dei frutti che conosciamo sono impollinati dalle api.

Risanamento frutta: suggono le sostanze zuccherine dalla frutta danneggiata che altrimenti marcirebbe.

Biodiversità: aiutano ad aumentare le specie presenti in un luogo anche grazie all’impollinazione di specie spontanee.

Biomonitoraggio: monitoraggio dell’ambiente con le api. L’ape domestica visita mediamente 700 fiori al giorno, quindi le api di ogni arnia visitano circa 14 milioni di fiori. Volano per un raggio di 1,5 km e quindi coprono un area di 7000 kmq recuperando gli eventuali inquinanti presenti. Analizzando le api che muoiono per vecchiaia di fronte all’arnia si possono recuperare informazioni preziose. Si possono rilevare i metalli pesanti, i fitofarmaci, i residui della combustione di auto ed industrie e altro. Questi dati inseriti nel database del progetto “apenet” possono essere elaborati e stimare il grado di inquinamento dell’ambiente.

Api nell'alveare - Colli Euganei

CONCLUSIONI

Attualmente a causa dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento, dell’uso sconsiderato dei fitofarmaci e anche a causa di alcune malattie, le api sono in pericolo. Dovremmo quindi impegnarci tutti affinché la loro vita sia facilitata. Possiamo ad esempio scegliere di piantare in giardino o nel balcone piante e fiori che fioriscano e forniscano il nettare ed il polline per la sopravvivenza delle api anche nei momenti di scarsità di fioriture. Si è poi stimato il valore economico fornito dall’attività di impollinazione delle api che grazie ad uno studio scientifico è stato calcolato essere di circa 1600 milioni di euro.

Filippo Rossato