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Piante che Illuminano di Colori le Nostre Feste

Vischio (Viscum album)

Piante che Illuminano di
Colori le Nostre Feste

Le bacche di Ginepro oltre ad abbellire il nostro pranzo di Natale,
possono essere consumate a fine pasto per eliminare l’aria da stomaco
ed intestino, per aiutare la digestione ed eliminare l’acidità

La prodiga Natura, oltre a donarci piante selvatiche con proprietà curative e commestibili, sa anche colorare di magia i boschi dei Colli Euganei… ed anche le nostre case! La Natura può allietare le nostre Feste Natalizie con piante particolari che si prestano ad essere usate per abbellire le nostre dimore con la loro presenza, in un periodo dell’anno nel quale manca la vegetazione spontanea. La prima pianta che colora le nostre case in questo periodo è la tanto conosciuta e diffusa (coltivata ed elaborata dai floricultori) Euphorbia pulcherrima, comunemente chiamata Stella di Natale. La forma tipo della specie si presenta con le foglie rosse, già, si tratta di foglie e non di fiori! Prestate attenzione a manipolare questa specie, perché i tessuti interni della pianta producono una sostanza lattiginosa leggermente irritante per la pelle. Questa specie è originaria del Messico e non la troviamo in natura nei nostri colli.

Euphorbia pulcherrima, comunemente chiamata Stella di Natale

Una specie che invece cresce spontanea nei nostri boschi è l’Helleborus niger, chiamato anche Rosa di Natale perché il suo candido fiore compare proprio nel periodo Natalizio e nei Colli Euganei lo possiamo vedere in fiore fra la neve nei primi mesi dell’anno. Questa essenza arborea però risulta altamente tossica, veniva infatti utilizzata nell’antichità per raggiungere stati ipnotici di meditazione, mentre nella tradizione popolare la si usava per curare la pazzia.

Helleborus Niger

I Nostri Colli poi ci possono regalare il Ruscus aculeatus (Pungitopo) che con le sue bacche rosse spicca in modo particolare tra la vegetazione e viene usato spesso  colorato con vernici dorate, per decorare centro tavola o addobbi. La sua raccolta indiscriminata nel corso degli anni lo ha reso una specie protetta in molte regioni italiane. Chi fra i frequentatori dei Colli Euganei non conosce il bellissimo Eryngium  amethystinum volgarmente chiamato Calcatreppola? Il suo viola compare nei vegri collinari nel periodo autunnale e mantiene anche durante l’inverno il suo stupendo colore ametista. Se raccolto e seccato dura molto a lungo nel tempo mantenendo intatta tutta la sua stupenda cromaticità
Si presta ad essere usato per le sue bacche colorate anche lEuonymus europaeus chiamato anche Fusaggine o Berretta del prete. Anche questa pianta però è molto velenosa, l’ingestione dei frutti risulta mortale!

euonymus europaeus

Poi c’è l’Ilex aquifolium (Agrifolio) che può contribuire alla festa con il suo colore rosso sgargiante delle sue drupe. Anche questa specie è tossica, può raggiungere anche i 300 anni di età e secondo varie leggende allontana gli spiriti maligni. Anche lJuniperus communis (Ginepro) con le sue bacche verdi o nere può fare da addobbo nei centro tavola. Le bacche, oltre ad abbellire il nostro pranzo di Natale, possono essere consumate a fine pasto per eliminare l’aria da stomaco ed intestino, per aiutare la digestione ed eliminare l’acidità di stomaco. Chi non conosce poi il Vischio (Viscum album)? Questa pianta parassita, soprattutto delle querce, con le sue bacche bianche attaccaticce, è definita la pianta di buon auspicio per eccellenza.

Ilex aquifolium (Agrifolio)

Altre piante che possono essere usate come decorazione sono: la Rubia peregrina con le sue bacche nere e il Physalis alkekengi (Amor nascosto) così chiamato perché la pianta possiede una bacca rossa rinchiusa in una capsula membranacea, nella quale col tempo si frantuma la parte ricoprente lasciando integro il parenchima il quale sembra una gabbia con dentro l’amor nascosto, cioè la bacca. Quest’ultima si può consumare, contiene molta vitamina C e viene spesso usata in pasticceria ricoperta di cioccolato per guarnire le torte.

Physalis alkekengi (Amor nascosto)

Non dimentichiamo la Rosa canina, la regina dei colori del bosco d’inverno! I suoi frutti, detti cinorrodi, maturano in autunno-inverno e si mantengono sino alla primavera successiva. Diversamente dalle altre specie presentate non è tossica, anzi, è considerata specie commestibile officinale. Si raccolgono i frutti dopo la prima gelata e possono essere consumati freschi (privati però dei piccoli semi interni che risultano molto lassativi), macerati o in marmellata. Sono molte le piante che possono colorare ed allietare le nostre feste… Vi invito a scoprire tutte queste essenze arboree organizzando con gli amici e la famiglia una passeggiata nei nostri boschi. La “vera” magia dei Colli Euganei la possiamo incontrare nel periodo invernale percorrendo i sentieri dei “ nostri colli”, magari innevati, incontrando visioni surreali, quando la nebbia che copre la natura si appoggia sui versanti delle colline, donando la visione di un mare d’inverno.

CONSIGLI PER MANTENERE LA BELLEZZA DELLA STELLA DI NATALE

Non annaffiate mai con acqua fredda, ma a temperatura ambiente. Proteggetela accuratamente dalle correnti d’aria. Rimuovete con cura le foglie secche o spezzate. Ponete un sottovaso con palline di argilla bagnate per mantenere l’umidità. Posizionatela in un luogo luminoso lontano dai termosifoni. Annaffiare solo quando il terreno è secco.

Gastone Cusin