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Rio 2016: Intervista a Liam Bertazzo, il pistard di Tribano

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Rio 2016: Intervista a Liam Bertazzo,
il pistard di Tribano volato in Brasile

“Era il 4 agosto e, finita la gara che stavamo disputando” in Belgio, mi hanno detto di fare le valigie e partire”. È iniziata così l’Olimpiade per Liam Bertazzo, il pistard di Tribano classe 1992, convocato dal ct Marco Villa per esser parte della nazionale azzurra di ciclismo su pista a Rio 2016. Complice la squalifica del team russo per doping, l’Italia aveva appena guadagnato il suo posto nella specialità dell’inseguimento a squadre.”

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Com’è stato entrare nella spedizione azzurra a Rio?
“Il giorno della prima gara sentivo tanta emozione, ma anche il peso dello stress. Mi ero allenato molto su strada e l’ultima volta che avevo fatto parte di un quartetto su pista era stata ai mondiali di marzo. Da quasi quattro mesi non facevo quella prova. Andare alle Olimpiadi è il sogno di ogni atleta ma, anche se è stata un’esperienza eccezionale, avrei preferito essere più preparato”.

Avete ottenuto un sesto posto di squadra ugualmente soddisfacente. Quali sono ora i tuoi prossimi obiettivi?
“Rio è stata una piccola parentesi che non mi aspettavo, il mio impegno adesso è rivolto a finire la stagione su strada e a correre bene le due date su pista previste a ottobre”.

Ai mondiali di Londra, disputati a marzo 2016, sei stato protagonista assieme agli altri azzurri di uno splendido quarto posto, condito dal nuovo record italiano. Qual è il tuo segreto per risultare vincente?
“Ci vuole passione, bisogna credere costantemente nei propri sogni. Il record italiano era imbattuto da vent’anni ed è per questo che con Elia Viviani (oro nell’Omnium a Rio, ndr), Simone Consonni e Francesco Lamon volevamo dare un segnale positivo e ce l’abbiamo fatta. Allo stesso modo, sapevamo di avere il 5% di possibilità di qualificarci alle Olimpiadi ma abbiamo deciso di impegnarci, di provarci lo stesso. Se non ci avessimo creduto non saremmo stati in graduatoria per il ripescaggio di agosto. Credo sia fondamentale lottare sempre e, anche se va male, provare e riprovare”.

Alessia Crivellaro

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