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Maronari dei Colli Euganei

Maronari dei Colli Euganei

Maronari dei Colli Euganei

Una delle piante che vive da tempi immemorabili sui Colli Euganei è sicuramente il Castagno, o Castanea sativa Mill. I versanti settentrionali più freschi dei “nostri colli” ospitano interi boschi di questa pianta conosciuta e curata sin dall’antichità. La popolazione contadina colligiana infatti ha favorito la crescita di questa pianta per poterne mangiare i frutti e per usare il suo legno nella produzione artigianale di oggetti o attrezzi. Il castagno è una pianta molto versatile, si possono infatti utilizzare tutte le sue parti ed i nostri antenati lo sapevano bene! Dal tronco si otteneva il tutore per vigneti e palizzate ed i polloni erano usati nella costruzione di ceste e botti. Dal legno veniva estratto il tannino usato per la concia delle pelli mentre i rami e il cimale erano considerati ottimi combustibili. I frutti, cioè le castagne, erano un importante risorsa alimentare grazie al loro alto apporto nutritivo.

Uno degli aspetti più curiosi di questa pianta, per noi che amiamo la micologia, sta nel fatto che vive in simbiosi con moltissime specie fungine, perciò nel bosco di castagno possiamo incontrare funghi del genere Russula, Lactarius, Tricholoma, Clitocybe, Cortinarius, Amanita e Boletus. Il Castagno è anche una delle piante più longeve, può vivere fino a tremila anni e nella zona euganea abbiamo l’onore di custodire alcuni dei castagni secolari più belli del Veneto. Non si tratta però di semplici piante di castagno, in alcune zone dei Colli Euganei la Castanea sativa spontanea è stata trattata con “innesto” da esperti specialisti così da dare vita a piante di Maronari. Si tratta di castagni che producono frutti veramente eccezionali sotto l’aspetto del sapore, del gusto e delle dimensioni.

Castagnare secolari de Baderla

Scopriamone assieme alcuni! Tra il Monte Venda ed il Monte Vendevolo c’è un suggestivo bosco denominato “E Castagnare de Baderla” (Baderla è il soprannome di un abitante locale della zona). In questo castagneto troviamo una decina di castagni secolari, ma uno in particolare ha il diametro di oltre 3 metri. La parte aerea della pianta madre non c’è più ma le sue radici sono vive e hanno dato vita a tre nuovi castagni che stanno diventando a loro volta secolari. È stato calcolato che la pianta “madre” avrà come minimo 1000 anni, esisteva già prima di Federico II di Svevia e di Ezzelino da Romano! Affianco al castagneto c’è un avvallamento che ha dato vita ad un laghetto che in passato conteneva perennemente acqua. Ora è quasi sempre asciutto, pare che la sorgente che lo alimentava sia andata perduta. Quanti cambiamenti nei nostri Colli!

Castagnare secolari de Baderla

Un altro esempio di castagno secolare euganeo lo troviamo nei pressi della Cappella dedicata a San Gualberto (la chiesetta che incontriamo a destra venendo dal Passo del Roverello) si tratta del “El Maronaro del Moro Polo” e si presume che questo Castagno sia il secondo più antico dei Colli Euganei. Era tanto amato da Moro Polo o “Il Re del Venda”, un mitico personaggio del passato, custode dei luoghi ameni dei Colli Euganei. Un altro castagneto storico si trova a Calaone e viene chiamato “Ea Maronaria de Botaro”, situata ad est del Monte Castello di Calaone, nei pressi dea “Casetta Dea Striga Farinea”. Questi castagni un tempo erano famosi per la bontà dei loro frutti e nel ‘900 venivano esportati fino in America come prodotto d’eccellenza italiano.

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Purtroppo attualmente succede che i “nostri castagni” sono in grande sofferenza a causa di un parassita arrivato dall’estremo oriente, appartenente alla famiglia dei Cinipidi, chiamato Drjocosmus kuriphilus, attacca le foglie le quali reagiscono producendo una galla, poi cadono, così gli alberi restando spogli rischiano di morire. Per finire, nella zona euganea il Castagno è stato valorizzato fin da tempi remoti: c’erano degli specialisti in innesti che preparavano con la loro arte i castagni da frutto rendendoli Maronari. Questa tecnica era molto richiesta e gli innestatori colligiani venivano chiamati in tutta Italia ad insegnare la loro arte.

Gastone Cusin