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Medioevo Colli Euganei

Castello Cini, Monselice

Il Medioevo nei Colli Euganei

Dal VI sec. il territorio euganeo è soggetto ad attacchi da parte dei Longobardi, per difesa, gli insediamenti si spostano ergendo varie strutture di fortificazione.
Le mura allestite sulla Rocca di Monselice sono datate VI sec. avanzato e la città di Este si dota di un sistema di fortificazione, ma non sfugge alla conquista longobarda del 601 d.C., che ebbe una pesante ripercussione su tutto il territorio collinare.Monastero Olivetani Ermanno Pastorato
Durante il periodo carolingio il territorio viene suddiviso tra Padova e Vicenza, ed è attorno ai primi decenni del X sec. che sorge il più antico castello dei Colli, quello di Arquà Petrarca. Dopo gli avvenimenti dell’età carolingia il territorio euganeo diventa campo di proliferazione di poteri autonomi, ciò porta una frammentazioni delle leggi e degli ordinamenti territoriali, che si protrae per tutto il Duecento. Nell’XI secolo, molto forte è la presenza dei vescovi padovani nel territorio, che edificano un proprio distretto che faceva capo alla Rocca Pendice. Oltre alla presenza religiosa, tra il X e XI sec., vengono edificati e documentati numerosi castelli, che non si mostrano come cittadelle fortificate, ma sono piuttosto le residenze delle famiglie signorili che portano lo stesso nome del castello. Nei momenti di emergenza, le popolazioni locali costruivano sistemi di difesa attorno ai ceti abitati e alle attività economiche da proteggere, perciò non si ritrovano fortificazioni nelle vette più alte. Il Comune di Padova poco a poco agglomera dentro di se il territorio euganeo, che chiamavano Pedevenda, utilizzato come barriera di confine, ma anche per le preziose risorse come vino, olio, trachite e scaglia. Allo sfruttamento della zona contribuisce lo scavo del Canale di Battaglia, alla fine del XII sec. Nel corso del 1200 il territorio vede un periodo di crescita e prosperità economica. Si moltiplica la popolazione e di conseguenza cresce il centro urbano, numerosi sono i luoghi di culto sorti, chiese, ospedali e monasteri sorgono nel territorio, alcuni per iniziativa di potenti signori. La fondazione del Monastero di San Daniele si deve alla famiglia Montagnone e quella dell’abbazia di Praglia ai Maltraversi. Abbazia di PragliaForte è la presenza dell’ordine di San Benedetto, e spesso questi monaci conducono vita eremitica, che porta all’origine del monastero del Monte Venda ad opera di un monaco di Santa Giustina di Padova. Durante il Trecento, la vita per la comunità diventò abbastanza difficile a causa dei rilevanti acquisti di terre da parte dei signori padovani, che induce gli abitanti ad un’inflessione economica, demografica e sociale. La situazione non si dimostra meno oscura per le fortificazioni ed i castelli: alcuni vengono drasticamente distrutti o mandati in rovina nel corso del XIV secolo a causa delle guerre contro gli scaligeri o per la decadenza delle famiglie feudali; mentre altri diventano luoghi di soggiorno e villeggiatura per signori e nobili. Arquà diventa punto di riferimento del territorio diventando sede della vicaria che comprendeva i villaggi euganei; mentre diviene polo di riferimento ed attrazione dopo il soggiorno di Francesco Petrarca, che trascorre qui gli ultimi anni della sua vita. La morfologia del territorio aiuta l’estendersi di eremi, hospitalia e domus pauperum, sorti per scelte di vita isolata e pratica eremitica, che segnano profondamente la vita delle popolazioni euganee con riflessi nella cultura e nella società per diversi secoli.

Facciata Abbazia di Praglia

BIBLIOGRAFIA E NOTE DI RIFERIMENTO:
ALDO A. SETTIA, Castelli Euganei, in FRANCESCO SELMIN (a cura di), I Colli Euganei, Verona, Cierre Edizioni, 2005, pp. 117-139.