Ovolo buono

AMANITA CAESAREA

N.V. Ovolo buono – Cocco rosso – Boeo

Cappello: 7-18 cm. convesso, emisferico allo stato giovane, poi aperto con il margine sempre striato di color rosso-arancio. La cuticola è liscia, lucida facilmente separabile a volte porta delle placche bianche, resti del velo generale.
Lamelle: libere dal gambo, fitte e con lamellule di color giallo dorato con il filo appena fioccoso e dentato.
Gambo: 8-15 x 1,5-2,5 cm. poco ingrossato alla base, ma non bulboso, liscio e carnoso di color giallo con anello ampio membranoso e striato nella parte superiore. Alla base porta una volva bianca ampia e libera dal gambo, molto compatta.
Carne: bianca internamente e gialla all’esterno, tenera e fragile, odore e sapore particolari, grati allo stadio giovane, mentre quando il fungo è a maturazione avanzata assume un’odore molto sgradevole.
Spore: 8,5-12,0 x 6,0-8,0 micron, bianche, ovoidali, non amiloidi. Sporata: bianca.
Habitat: cresce nei boschi di Castagno e Querce in terreni silicei, lungo i sentieri e nelle scarpate nei luoghi asciutti. Compare da giugno a novembre, una volta molto frequente, adesso è diventato raro. Monte Venda, Monte Grande, Monte della Madonna, Monte Rua ecc.
Commestibilità: ottimo anche crudo allo stadio di ovolo.
Osservazioni: sui nostri Colli è il fungo più conosciuto e ricercato, una volta i nostri antenati ci hanno insegnato di fare una prova raschiando sopra la “testina” con un’unghia, se sotto era rosso aranciato tutto bene altrimenti si gettava via. A volte capitava di raccogliere dei grossi esemplari di ovoli, ma che non riuscivano ad aprirsi, di color rosa, dalla nostra gente venivano chiamati “Cocco grassaro” era comunque sempre buono. Ora che studio i funghi so che si tratta di un parassita chiamato Mycogone rosea che vive a spese dell’ovolo. E’ consigliabile non raccogliere mai i funghi allo stato di ovolo (quando sono ancora chiusi nel velo generale), questo per non incorrere in errori che possono essere anche fatali.

I Funghi, in Gastone Cusin, Giancarlo Zanovello (a cura di), I Funghi dei Colli Euganei, 2012.
Testo e Foto di proprietà del Gruppo Micologico Naturalistico Culturale di Monselice e Teolo, per loro gentile concessione.