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Rimboschimenti

 Thaumetopoeapityocampa , Processionaria

I Rimboschimenti


I Rimboschimenti soprattutto di conifere come il Pino nero (Pinusnigra Arn.), presenti in molti versanti dei colli,sono opera del Corpo Forestale dello Stato, che negli anni 60 effettuò per rinverdire quelle zone particolarmente degradate, e per dare una risposta alla domanda di occupazione e di legname da lavoro. Anche il pino nero, come le leguminose, ha dei batteri che fissano l’azoto atmosferico, era indicato quindi per migliorare i terreni aridi e sopravvivere con poco terreno, inoltre con il suo fogliame sempreverde, dava colore e protezione ai versanti.

Purtroppo il legname non era di buona qualità, in quanto crescendo stentatamente, sviluppava molto ravvicinati i palchi dei rami e quindi aveva molti nodi; inoltre le piante, al di fuori del loro areale naturale di distribuzione, sono attaccate da un parassita chiamato Thaumetopoeapityocampa *,che ne divora i giovani getti creando difficoltà alla pianta che deve riprodurre il fogliame, e sottraendo energie alla crescita. Malgrado queste problematiche, a distanza di parecchi anni il terreno è molto migliorato e le conifere hanno creato delle pinete con alberi di discrete dimensioni, mentre ora si sta provvedendo a sostituire i pini con essenze autoctone, che in maniera spontanea, hanno già cominciato l’opera. Questa ulteriore diversificazione degli ambienti naturali dei Colli Euganei, ha permesso lo sviluppo di nuove specie animali, vegetali e micologiche legati alle conifere. In questo ambiente particolare si sono sviluppati dei funghi, come i commestibili Sanguinello (Lactarius sanguifluus var. violaceus Barla) e Pinarolo (Suillus luteus L.:Fr.) e i non commestibili Agarico dorato (Tricholoma aurantium Sch.:Fr.) e l’ Hebelomaedurum Metrod., che scompariranno con l’eliminazione delle conifere, in quanto vivono in simbiosi con queste essenze arboree.
Altre specie presenti sono il Pino strobo (Pinus strobus L.), dai lunghi aghi flessibili e con le pigne molto allungate gocciolanti di resina profumata, qualche Cipresso (Cupressus sempervirens L.) e Tuja (Thuja occidentalis L.). Inoltre sulle pendici del Monte Venda, è stato provato l’inserimento della Douglasia (Pseudotsuga menziesii) dall’ottimo legno usato per infissi, ma i pochi esemplari sopravvissuti sono ormai sovrastati da querce e castagni.
Ma tra le piante alloctone, non sono state usate solamente conifere, in alcune zone sono state messe a dimora anche delle querce rosse americane (Qurcus rubra L.), mentre altre zone sono state rimboschite saggiamente con esemplari autoctoni di carpino nero, orniello, rovere e leccio. Si possono distinguere facilmente questi rimboschimenti dal bosco naturale, infatti le piante sono allineate e distanziate regolarmente, inoltre sono situate in una piccola depressione del terreno, causata dalle operazioni di impianto e ripulitura dalle infestanti quando erano giovani.

Processionaria

* Viene comunemente chiamato “processionaria del pino”, per la sua caratteristica abitudine di spostarsi in fila formando una sorta di processione, ed è una piccola farfalla che in luglio/agosto depone le uova sugli aghi del pino. Le larve escono dopo un mese e cominciano a nutrirsi di aghi, quindi per passare i rigori dell’inverno, tessono un nido sericeo, da cui escono in primavera, per interrarsi. Quando sono in questo stadio, vengono predati dall’upupa, che col suo lungo becco cattura le crisalidi (pupe) individuandole sotto il terreno. Per combattere questo parassita si usano diversi mezzi, i più usati sono: tagliare manualmente i nidi e bruciare le larve, sparare sui nidi con cartucce piene di polvere insetticida, e spalmare vischio nel tronco in modo da intrappolare le larve quando scendono per interrarsi. Bisogna fare particolare attenzione ai peli delle larve, che sono molto irritanti se vengono a contatto con la pelle o negli occhi, per questo motivo, soprattuttonei giorni ventosi, è sconsigliato frequentare pinete infestate dai nidi.

Stefano Formaglio – Guida Naturalistica Parco Colli Euganei