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Rocca Pendice… una Palestra di Roccia tra i Colli!

Rocca Pendice

Rocca Pendice… una Palestra di Roccia tra i Colli!

La Rocca Pendice rappresenta una meta di notevole interesse storico e geologico. La natura alpestre del luogo si deve alle forti spinte del magma che perforando la crosta terrestre, provocò il sollevarsi del caratteristico dicco trachitico (m. 320). Il Monte Pendice (304 m.), situato nel comune di Teolo è una elevazione dei Colli Euganei centrali. La sua conformazione, che è anche un chiaro fenomeno di erosione della sua struttura, si differenzia dai colli circostanti, assumendo la forma caratteristica della parete rocciosa. Non a caso sul lato nord, quando non nidificano alcuni pregiati volatili, è consentito risalire la cima su una famosa palestra di roccia, godendo oltremodo di un favoloso panorama. La prima ascensione della parete est avvenne già nel 1909 da parte dei coniugi Carugati, Mariano Rossi ed Antonio Berti, dopo alcuni rocamboleschi tentativi. Successivamente sulle pareti del colle si avvicendarono i principali esponenti dell’alpinismo padovano tra i quali Antonio Bettella, Franco Dorna ed altri e persino il triestino Emilio Comici (1939). Ai giorni nostri un numero notevole di itinerari solca le pareti del Rocca Pendice, sia classici che moderni con difficoltà massime di 8b (X+ UIAA). E’ palestra storica per i padovani di città offre un tipo di arrampicata simile a quella che si trova nel granito, per questo serve in particolar modo a chi si allena in vista di salite sulle alpi occidentali. E’ anche meta privilegiata dei corsi roccia delle sezioni padovane e vicentine dei Cai.
La dorsale di Rocca Pendice è articolata in due principali settori: la grande parete est che offre vie già di stampo ‘alpinistico’ articolate su diversi tiri di corda e le placconate del versante ovest, rivolte al cimitero e alla strada di accesso, dove una gran varietà di situazioni permette l’allenamento e l’apprendimento delle tecniche di roccia. Sulla cima si trovano i ruderi della rocca medievale, fortezza che non fu mai espugnata, uno dei pochi castelli europei eretti per volontà di uomini liberi, i cosiddetti “comitati”. Ceduta dal Vescovo di Padova nel 1161 al Barbarossa, fu fortificata ulteriormente dal conte Pagano, legato all’imperatore. Qui, egli avrebbe rinchiuso la giovane Speronella dei Delesmanini, della quale si impadronì la leggenda trasformandola in eroina della libertà comunale contro il vicario dell’imperatore, che fu poi cacciato. Con l’avvento della Serenissima Repubblica di Venezia (1405) la rocca fu tasformata in prigione di stato. Divenne poi luogo di villeggiatura dell famiglia Orologio che vi costruì (1605) una casa ed una cappella, iniziata da Gaspare Orologio che morì precipitando dalla rupe.