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Salviamo i Colli Euganei dal Cemento!!!

Salviamo i Colli Euganei
dal Cemento!!!


In un momento di risveglio della coscienza collettiva verso uno stile di vita compatibile con le esigenze e criticità del territorio e del nostro pianeta, c’è chi la coscienza l’ha messa nel portafoglio. Tre “mostri” ad altissimo impatto ambientale stanno cercando di farsi largo tra il verde per ricoprirlo di cemento. Questo è lo scenario che si va a delineare nell’area sud del comprensorio euganeo… ma le associazioni economiche e sociali del territorio, le amministrazioni ed i privati hanno scelto una via differente. I Colli Euganei non saranno un altro pezzo di Veneto sommerso dal cemento. No, il nostro territorio è fatto di bellezza, di battaglie, di piccoli commercianti, di agricoltori, ma soprattutto di persone che amano e difendono la loro terra!

Davanti la Reggia del Catajo, frontale a Villa Dolfin, si cerca di costruire il più grande ipermercato della provincia. A pochi metri da un contesto storico di eccellenza. A pochissimi km da altri 3 centri commerciali. In un terreno vergine, considerato eccellente per l’agricoltura verrano riversati 32.000 mq di cemento. A chi afferma che questo progetto porterà nuovi posti di lavoro (con tipologie di contratti dal sapore amaro), vorrei ricordare tutti i piccoli negozi cittadini che dovranno chiudere a causa di questo. Quelle botteghe che rendono i centri cittadini sicuri e vitali. La linfa delle nostre città. Ma poi arriva qualche società straniera, che a braccetto con i nostri politici decide del nostro futuro. Del prezzo che dobbiamo pagare. Che pagheranno i nostri figli. E noi, restiamo a guardare? Eh no, gli Euganei si fanno sentire!!!

Castello del Catajo

Rinnoviamo la nostra totale contrarietà al progetto del Centro Commerciale di Due Carrare. Riteniamo che sia uno sfregio verso il castello e la collettività. È folle che un progetto degli anni ’90 non sia riduscutibile oggi. Oggi che sono cambiate la sensibilità e l’economia. Crediamo che in un paese del mondo civile non sia accettabile che venga realizzato un “mostro” davanti ad una grande reggia e sarebbe impensabile ciò in qualsiasi parte del mondo. Pensate ad un centro comm davanti la Reggia di Caserta o quella di Versailles. Nessuno lo sognerebbe mai, ma qui in Veneto diventa realtà! Il C. C. non può convivere con il castello del Catajo. Quindi uno elimina necessariamente l’altro. Se venisse realizzato, il castello perderebbe il suo contesto naturale e la sua peculiarità. Siamo molto arrabbiati e andremo avanti, non taceremo mai e denunceremo la situazione. La proprietà del castello da oltre un anno è impegnata in una corposa opera di restauro e di rivitalizzazione di un bene immenso… e davanti ad esso vogliono un mostro? Ciò offende tutto il territorio ed i cittadini. Nel caso questa follia venisse realizzata, riconsidereremo le nostre scelte, il Castello verrà chiuso perché mancherà il suo naturale contesto storico e culturale. Provate ad affacciarvi dalla nostra terrazza e a guardarvi attorno… questa meraviglia si trasformerà in cemento commerciale.

 

Comune di Battaglia Terme

Il Comune di Battaglia Terme dichiara il suo NO netto, senza se e senza ma, alla costruzione del centro commerciale a Due Carrare. Gli obiettivi per il futuro che si è data Battaglia Terme assieme agli altri Comuni delle Terme e Colli Euganei sono legati allo sviluppo turistico nel rispetto dell’ambiente e della cultura locale. Uno sviluppo sostenibile è indissolubilmente legato alla creazione di lavoro, ma anche al tramandarsi della cultura locale alle giovani generazioni e al rispetto della biodiversità. Le attività concrete svolte dal nostro Comune sono legate allo sviluppo del turismo fluviale lungo le antiche vie d’acqua con un progetto di navigazione dedicato alle scuole, iniziato nel 2017 e che continuerà nel 2018. La nostra amministrazione si è impegnata poi per la valorizzazione delle peculiarità territoriali, come le corti in stile veneziano lungo il Canale Battaglia, con il Festival di teatro di strada Spiccioli. Tutto questo perché abbiamo bisogno di differenziarci rispetto ad un mondo globalizzato, pieno di centri commerciali uguali, e valorizzare l’importante tessuto economico delle botteghe dei piccoli centri storici. Il territorio euganeo non ha bisogno di costruire villaggi finti e outlet per attirare turisti, perché ha autentici borghi fluviali, villaggi medievali, castelli e ville venete. La Grande Bellezza di un territorio prettamente turistico come il nostro sta nel paesaggio sonoro dei campanili delle chiese, nelle piazze dove i nostri anziani chiacchierano, nelle originali forme collinari, nei canali navigabili costruiti per primi nel Vecchio continente e nel paesaggio culturale irripetibile. Questi valori ci rappresentano nel mondo. Costruire un centro commerciale nel 2017 è un’idea per nulla innovativa, anzi anacronistica e banale, che andrebbe a distruggere il tessuto economico dei centri minori vicini, inclusa Battaglia Terme, e ad alimentare l’alienazione sociale. L’idea innovativa di questi tempi è invece quella di valorizzare la cultura per creare occupazione ed è quella di tenere il Castello del Catajo aperto al pubblico dando lavoro ai giovani! Ci impegneremo affinché il paesaggio culturale formato dal Castello del Catajo e della Villa Mincana, nostro biglietto da visita, non venga cancellato da un inutile centro commerciale.”

Gianni Sandon

L’opera, se verrà realizzata, distruggerà per sempre lo straordinario contesto paesaggistico dei Colli Euganei che accoglie il complesso monumentale del Catajo e Villa Dolfin, detta “la Mincana”, altro notevole esempio di villa veneta. E inferirà un colpo mortale al commercio locale e alla piccola rete di vendita, contribuendo in modo definitivo alla desertificazione dei nostri centri storici.

Franco Zanovello

Non sono d’accordo a mettere assieme, nella stessa battaglia, il Centro Comm., la terza corsia ed Agrilogic. Sono questioni che vanno divise, perché la terza corsia è utile: la Padova-Bologna è una delle autostrade più trafficate e pericolose statisticamente. La sua costruzione servirebbe anche e soprattutto ad evitare la costruzione della complanare, che risulterebbe un vero disastro ambientale. Oggi per ogni centro commerciale che apre due ne chiudono, la nostra popolazione non ha un target che permette lo sviluppo di questa tipologia commerciale. La struttura verrà costruita con dei fondi pensionistici, sarebbe giusto e corretto da un punto di vista sociale informarli dove stanno investendo i loro soldi: in un progetto che avrà un quasi sicuro fallimento. Non è certo un modo intelligente di investire i risparmi degli altri. La soluzione l’avremmo in tasca: allargare i confini del Parco sino a Due Carrare. In questa porzione di territorio sono presenti i Colli Euganei e costruzioni di pregio architettonico… perché quindi non estendere il Parco anche qui? Invito il Sindaco Moro a scegliere questa soluzione oppure quella di dimettersi. Tutte le associazioni del territorio, sia sociali che economiche, sono contrarie a quest’opera ed è il momento che anche la Regione Veneto ed i suoi più alti vertici entrino in gioco per fermare questo scempio.

Si tratta di un polo logistico agro-alimentare, che consiste in capannoni destinati alla lavorazione, al confezionamento, allo stoccaggio e alla distribuzione di prodotti agro-alimentari, con annesse funzioni amministrative e gestionali. L’intervento deriva da un accordo pubblico/privato presentato da CERVET S.p.A. al Comune di Monselice e approvato dal consiglio comunale a settembre 2016.

Per rendere compatibile l’intervento con le norme urbanistiche è stata necessaria una variante urbanistica, approvata dal consiglio comunale, che ha modificato il Piano degli Interventi.

Come opere di compensazione CERVET dovrebbe realizzare tre rotatorie sulle strade principali, la «complanare» di collegamento tra la Monselice- Mare e l’attuale casello di Monselice delle A13 o, in alternativa a questa, un nuovo casello autostradale in corrispondenza dell’intersezione tra A13 e Monselice-Mare.
Area complessiva: 321.000 mq.
Superficie edifici: 133.500 mq.
Altezza edifici: 32 m, 20 m, 16 m

• 280 baie di carico/scarico
• 605 posti auto.

Investimento di 280 milioni €

Francesco Miazzi

Per Agrologic si è scelto in modo irresponsabile di consumare un’imponente quantità di suolo agricolo invece che agire sulla zona industriale esistente, piena di aree abbandonate e in degrado. I posti di lavoro creati saranno in buona parte coperti dai trasferimenti derivati dalle chiusure di centri analoghi presenti nella provincia. Di fronte a queste grandi opere (centro commerciale e terza corsia A13 compresa) rivolgiamo un appello a tutti gli amministratori e a tutti i soggetti sociali affinché si attivino in ogni modo per fermare queste devastazioni e queste speculazioni. Abbiamo il compito di consegnare alle future generazioni suolo coltivabile, il patrimonio ambientale e architettonico che abbiamo ereditato… e non gli scheletri dei capannoni con i quali abbiamo riempito tutta la nostra Regione.

 

 

Il pensiero comune è che l’opera ridurrà i tempi di percorrenza… ma vi siete chiesti se per risparmiare 5 minuti di tempo valga la pena attendere 6 anni di lavori, che causeranno moltissimi rallentamenti… e quindi 6 anni in cui perderete molto di più di 5 minuti? Ma soprattutto, a cosa può servire una terza corsia che copre un tratto breve, quando sino a Bologna vengono mantenute 2 corsie? L’intervento prevede la realizzazione della terza corsia nel tratto autostradale compreso tra lo svincolo di Monselice e l’interconnessione della A13 con la A4, per uno sviluppo complessivo di circa 12.25 km ed un allargamento della sede stradale di 10 m. Il progetto prevede inoltre l’adeguamento degli svincoli di Monselice e di Terme Euganee, dell’Area di Servizio S. Pelagio e delle rampe d’innesto dell’interconnessione A13/A4, e il rifacimento di 12 cavalcavia. 130.000 mq di cementificazione. – l’investimento complessivo è pari a circa 175 milioni di €. L’apertura dell’opera al traffico è prevista nel gennaio 2023. Traffico giornaliero medio annuo: si osserva come su entrambe le tratte sia in atto un decremento a partire dal 2011, sia per effetto della recessione economica, sia a seguito dell’apertura di nuove strade concorrenziali (l’autostrada A31 Valdastico Sud).

La «attrattività» della terza corsia

«A livello di volumi annui, l’intervento di progetto consente pertanto di incrementare i volumi di traffico di circa il 5% rispetto allo scenario programmatico al 2025 […] contribuendo quindi a rendere nuovamente competitiva la tratta di progetto, che nello scenario programmatico mostrerebbe invece una crescita più ridotta, anche a causa della competizione con i percorsi alternativi.» (estratto dalla relazione “quadro di riferimento progettuale” presentata dalla Società Autostrade al Ministero dell’Ambiente).«L’esame dei dati del traffico mensile a partire dal 2012 ha evidenziato come l’andamento dei volumi sulla tratta di progetto abbia risentito negativamente della progressiva apertura della parallela autostrada A31 Valdastico Sud.» (estratto dalla relazione “studio di traffico” presentata dalla Società Autostrade al Ministero dell’Ambiente).

Christianne Bergamin

I dati attuali e le più che realistiche previsioni future sul traffico non giustificano assolutamente l’opera, che ha come unico scopo quello di garantire il profitto di Autostrade. Questo in virtù di accordi tra Anas e Autostrade S.p.a., che consentono di prorogare le concessioni in cambio di investimenti, evitando così le gare pubbliche. Si pensi solo che i ricavi dei concessionari autostradali sono passati da 2.5 milioni di euro nel 1992 a 278 milioni nel 2015. Serie politiche dei trasporti dovrebbero perseguire scelte complessive che riducano la necessità di mobilità delle persone, rendere più efficiente il trasporto pubblico e privilegiare forme meno impa,ttanti rispetto al trasporto su gomma.

Il Rapporto ISPRA «Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici» – Edizione 2016 ha stimato che il consumo di suolo costa ogni anno al Veneto oltre 137 milioni di euro. «Il costo imputabile al suolo consumato, e dovuto alla non erogazione dei servizi ecosistemici oggetto di stima, varia tra i 538,3 e gli 824,5 milioni di euro, pari a 36.000 – 55.000 € per ogni ettaro di suolo consumato. Si tratta con tutta evidenza di una sottostima […]. In estrema sintesi si può affermare come il consumo di suolo agroforestale e rurale avvenga a discapito delle principali funzioni che la stessa scienza economica assegna all’ambiente: produzione di beni e materie prime (che, in questo caso, assolvono bisogni primari come acqua e cibo) e assorbire gli scarti della produzione umana (in questo caso la CO2 derivante dai processi produttivi)».

I costi occulti della cementificazione

– Perdita della produzione agricola
– Mancato stoccaggio del carbonio
– Mancata infiltrazione d’acqua
– Assenza di impollinatori
– Aumento della temperatura

I costi dei tre nuovi mostri

Terza corsia A13: 130.000 mq circa.
Agrologic: 321.000 mq.
Centro commerciale: 146.000 mq.
TOTALE: 597.000 mq – circa 60 ettari di terreno vergine.


Se consideriamo la stima dell’ISPRA, tenendo conto che quest’opera insisterebbe su terreni ad elevato valore, otterremmo COSTO ANNUO = 60ha x 55.000 €/ha=3,3 milioni di €.

 

Amici dei Colli Euganei
siete invitati a sottoscrivere e diffondere l’appello proposto dal Coordinamento delle Associazioni dei Colli Euganei,
per impedire la costruzione del più grande ipermercato della provincia di Padova, davanti alla più imponente e magnifica dimora storica del Veneto: il castello del Catajo.


Ma anche per fermare altre grandi opere come la terza corsia della A13 Monselice – Padova, il polo logistico Agrologic di Monselice c
he stanno per produrre ulteriore cementificazione ed un ingente consumo di suolo vergine.


Potete firmare la petizione on line nel sito di Euganeamente, raccolta firme al Parco Buzzaccarini e Colibrì di Monselice.
Firmate e partecipate alle mobilitazioni,
il futuro è nelle nostre mani, non nel cemento!!!