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Sarcosphaera crassa

SARCOSPHAERA CRASSA

(Santi ex Steudel) Pouzar

Sinonimi: Sarcosphaera coronaria (Jacq. Ex Cke.) Boudier
Carpoforo: 3-10 (15) cm. di diametro, all’inizio dello sviluppo è semi-interrato e chiuso, di forma sferica, cavo, poi a mano a mano che si sviluppa, assume la forma di una coppa lacerata con i margini divisi in lobi triangolari, tanto da sembrare il copricapo di un re (corona). Ha superficie liscia, leggermente vellutata, di color lillacino-violaceo all’interno, biancastro all’esterno. Il gambo è assente o c’è appena un accenno radicale.
Carne: color bianco-violacea, elastica, fragile, senza odori o sapori particolari.
Spore: 14-18 x 7-9 micron, ellittiche, con l’estremità arrotondata, lisce, ialine, biguttulate.
Aschi: 300 x 350 micron, con otto spore.
Habitat: cresce gregaria in primavera, in boschi misti di latifoglia su terreno calcareo, ai margini dei sentieri, sulle rive. Località : Monte Cero, Monte Calbarina ecc.
Commestibilità: sicuramente velenoso da crudo, ma da non consumare nemmeno da cotto perchè non appetibile e troppo coriaceo.
Osservazioni: è fra i primi funghi a comparire nell’arco dell’anno, ma che nei “Colli” non si presenta tutti gli anni, bello da vedere per la sua forma e i suoi colori, un’altro gioiello da fotografare, da considerarsi raro per la nostra zona.

I Funghi, in Gastone Cusin, Giancarlo Zanovello (a cura di), I Funghi dei Colli Euganei, 2012.
Testo e Foto di proprietà del Gruppo Micologico Naturalistico Culturale di Monselice e Teolo, per loro gentile concessione.