Sbrisa

PLEUROTUS OSTREATUS

N.V.  Sbrisa  – Gelone

Cappello: 4-20 (25) cm. di diametro, da linguiforme a spatulato, con una depressione concava dove c’è il gambo che è laterale, cresce sempre cespitoso riunito a numerosi esemplari sovrapposti, la cuticola è liscia, un po’ vellutata verso il gambo di color grigio-ocraceo, bruno-cenere, bluastro nella var. columbinus, il margine è involuto, ondulato, si fessura con il tempo secco.
Lamelle: non molto fitte, grosse, alte, panciute, con numerose lamellule discontinue e bifide che formano una costolatura decorrente in rilievo lungo il gambo, di color biancastro con filo ondulato.
Gambo: 1-4 x 1-2,5 cm., rudimentale, corto, carnoso, sodo, riunito a molti altri individui tanto da formare un unico ammasso di carne con più diramazioni, di color bianco, rivestito da una peluria cotonosa, infisso nel substrato nel quale si sviluppa.
Carne: soda, compatta, elastica nel cappello, tenace dura e legnosa nel gambo, di color bianco con odore gradevole, sapore dolce saporito.
Spore:  7-10  x  3-4  micron,  cilindrico-ellissoidali,  lisce,  ialine,  con  guttule,  non  amiloidi.  Sporata biancastra.
Habitat: allo stato spontaneo si presenta in autunno inverno su substrato legnoso di piante vive o morte di latifoglia, soprattutto pioppi, ma anche salici, ailanti ecc. località : Terre Bianche, Luvigliano, Parco delle Frassanelle, Monte Lonzina, Monte Boscalbò ecc.
Commestibilità: molto buono e ricercato, ottimo da fare ai ferri o trifolato.
Osservazioni: è un fungo che la nostra gente conosce molto bene, conosciuto infatti fino dall’antichità e molto ricercato,  dalle nostre parti viene chiamato Sbrisa o Reciara, cresce dall’autunno inoltrato all’inizio della primavera lungo i fossati, ai piedi dei pioppi e dei salici, ma anche in altre piante sempre di latifoglia, il colore del carpoforo può variare a seconda della pianta in cui vive, è l’unico fungo che insieme alla Flammulina velutipes può sopportare le gelate e gli sgeli senza subirne conseguenze. Viene coltivato da molto tempo  su grande scala con ottimi risultati e viene comunemente venduto in tutti i mercati del mondo.
I Funghi, in Gastone Cusin, Giancarlo Zanovello (a cura di), I Funghi dei Colli Euganei, 2012.
Testo e Foto di proprietà del Gruppo Micologico Naturalistico Culturale di Monselice e Teolo, per loro gentile concessione.