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Storia e Curiosità dei Vini dei Colli Euganei

Storia e curiosità dei vini dei colli euganei

Storia e Curiosità dei Vini dei Colli Euganei

La millenaria tradizione della viticoltura nei Colli Euganei dall’antichità ai giorni nostri.

Storia e curiosità dei vini dei Colli Euganei: I Colli Euganei, appaiono come un’area privilegiata dove scoprire tracce antiche di viticoltura, grazie alla laro posizione isolata, che ha contribuito a mantenere integri alcune caratteristiche autoctone dell’uva coltivata in questa zona. Un esempio è la poesia di Marziale, in cui si parla di viti dalle foglie rosse, che potrebbe rimandare alla varietà di uva autoctona detta Pedavenda.

“Se tu vedrai, o Clemente, prima di me
l’euganea
 terra patavina,
con i suoi colli rossi di vigne,

porta a Sabina d’Este
le mie poesie non ancora

toccate dalle mani del popolo ed in fresca
porpora legate.“

Marziale

Il Vino dei Colli Euganei nell’antichità 

Alcuni recenti scavi condotti nell’area del santuario di Meggiaro a Este, le cui fasi di vita si collocano tra VI e II sec. a.C., all’interno del pozzo sacro, testimoniano una consistente presenza di Vitis vinifera. Tra i numerosi resti botanici infatti sono stati riconosciuti circa 200 vinaccioli interi e più di 400 frammenti; l’analisi sui vinaccioli non combusti, in base all’indice di Stummer, nel tentativo di distinguere tra forme selvatiche e coltivate di Vitis vinifera L., sembra indicare nel territorio estense la presenza di vitigni con caratteristiche intermedie fra la forma spontanea e quella coltivata.

La consistenza di questi dati, che possono anche far pensare a processi di spremitura fatti in loco, unita alla maggior presenza nei corredi tombali di vasellame a carattere potorio, risulta indicativo dell’importanza che sembra aver avuto il vino nei rituali dei Veneti antichi. Si ritiene possibile che anche in quest’area, come in altri casi, sia stato fondamentale il ruolo degli Etruschi nella diffusione della viticoltura e nella progressiva “addomesticazione” della vite selvatica.”.

Le prime popolazioni che occuparono l’area dei Colli Euganei, tra cui gli Euganei, usavano bere un miscuglio di succo d’uva fermentato, ma è solo con la civiltà atesina (1200 a.C) che il vino diviene una bevanda assai utilizzata, soprattutto grazie al potere simbolico e culturale attribuito alla bevanda.

Con l’arrivo dei romani nel territorio euganeo, la vite inizia ad essere coltivata e potata, ed il suo succo diviene una bevanda molto comune, miscelata a volte con miele e spezie. Marziale in un suo epigramma cita il Monte Cero interamente coperto di viti ed in una sua epistola inviata all’ amico Clemente lo invita ad ammirare i dolci clivi Euganei ornati e dipinti di tralci.

Il Vino dei Colli Euganei nel Medioevo

Durante la caduta dell’Impero la viticoltura viene praticata di rado, ed il succo ottenuto è di scarsa qualità. Solamente agli albori dell’anno 1000, con il del sistema feudale ed il costante impegno dei monaci e dei monasteri nell’agricoltura, il vino torna ad essere una prodotto pregiato e largamente utilizzato. Il suo commercio costituisce una grandissima fonte di ricchezza, e per capire l’importanza del vino prodotto della zona dei Colli Euganei, basti pensare che l’unità di misura della zona era chiamata “la concola del Pedevenda”.

 

Il Vino dei Colli Euganei e Francesco Petrarca

Storia e curiosità dei vini dei Colli Euganei
Nell’autunno del 1369, il poeta Francesco Petrarca s’innamora del piccolo paesino di Arquà nei Colli Euganei durante un suo soggiorno a Padova.  Petrarca scrive queste parole in una lettera a Francesco Bruni nel 1371,  annunciando il suo trasferimento ad Arquà in una casa circondata da un uliveto e una vigna:

” Fuggo la città come ergastolo e scelgo di abitare 
in un solitario piccolo villaggio, in una graziosa casetta, 
circondata da un uliveto e da una vigna, 
dove trascorro i giorni pienamente tranquillo, 
lontano dai tumulti, dai rumori, dalle faccende, 
leggendo continuamente e scrivendo”

Il Vino dei Colli Euganei dal 1500

Nei secoli successivi il vino è considerato una bevanda preziosa e deliziosa, la bevanda prodotta nei Colli Euganei è elogiata dalla casse nobile veneziana e citata in molti scritti; il  medico e filosofo Andrea Bacci afferma che i vini dei Colli Euganei sono forti ed ingannevoli perché la terra è tutta attraversata da vapore e fonti di calore, e queste favoriscono la produzione di uve buone”.

Infatti è proprio grazie alla posizione geografica privilegiata con estesi pendii, predisposti per una corretta esposizione ai raggi solari e la vicinanza a fonti termali, che la viticoltura nei Colli Euganei arriva ad essere largamente conosciuta. La forte richiesta di vino abbassa però la qualità, ma questo processo dura poco, poiché le continue guerre, le gelate invernali e la peste, distrussero moltissime coltivazioni e varietà di uva, decimando anche la manodopera.

Nei secoli successivi la coltivazione di uva avviene selezionando particolari varietà provenienti anche dall’estero, specializzandosi nel settore soprattutto dalla fine del ‘700, seguendo nuovi metodi di produzione derivati dai moderni studi sulla viticoltura.

Nella seconda metà del XIX, i Conti Corinaldi sono i primi in Italia a iniziare la coltivazione dei vigneti di Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon anche nei loro possedimenti di Lispida, nei Colli Euganei. Storia e curiosità dei vini dei Colli Euganei

Nella seconda metà del 1800 nei Colli Euganei viene catalogata la presenza di circa 100 varietà di uva bianca e 150 di uva nera.

Il Vino dei Colli Euganei oggi

Nel ‘900 la produzione di vino entra in difficoltà a causa di malattie e parassiti della pianta e viene messa alla prova soprattutto dalle grandi guerre che attraverseranno il territorio. Nella seconda metà del Novecento le uve coltivate vengono selezionate nuovamente, fino ad arrivare nel 1963 all’istituzione del marchio D.O.C. ai vini prodotti nel Colli Euganei, istituendo inoltre il Consorzio di Tutela dei vini D.O.C. C.E. nel 1972. Attualmente la coltura della vite è largamente diffusa nel territorio, offrendo una grande varietà di vigneti e di vini d’eccellenza.

Il Fior D’Arancio DOCG

Storia e curiosità dei vini dei Colli Euganei
Non possiamo non citare uno dei vini più importanti e rappresentativi dei Colli Euganei, Il Fior D’Arancio DOCG.
Il Fior D’Arancio è un moscato giallo, dal colore giallo paglierino e da sapore dolce e amabile. Il termine moscato deriva da “muscus”, ossia muschio, che nella lingua tardo latina assumeva il significato di profumato. Fin dall’antichità i vini dolci avevano una valenza positiva, soprattutto per le classi aristocratiche poiché la dolcezza era associata agli Déi ed era simbolo di agiatezza sociale.
La terra d’origine del moscato giallo è localizzabile nell’area dell’Asia minore e in particola modo in Siria e Anatolia. Il vitigno è arrivato in Italia grazie ai Greci ed era coltivato in epoca romana, ma la sua diffusione risale al XIII secolo grazie ai Veneziani.  Le donne delle famiglie agiate amavano l’uva moscato poiché, grazie al suo profumo, poteva essere utilizzata in alternativa alle spezie per dare un’aroma profumato alle pietanze.

Perché il moscato giallo dei Colli Euganei si chiama “Fior D’Arancio”? 

A cavallo fra le due guerra, il conte Pizzoni Ardemani, proprietario di Villa Barbarigo, incarica il vivaista Agostino Martin di ricercare le varietà di vite più particolari. Martin propone ad Ardemani il moscato giallo poiché il profumo di queste uve ben si adatta al suo agrumeto. Da questo momento il moscato giallo assume, nei Colli Euganei, il nome di Fior D’Arancio.  

Il Fior d’Arancio, nelle sue 3 varietà secco, spumante e passito, ha ricevuto il riconoscimento di vino DOCG nel 2011. La nuova etichettatura è stata adottata ufficialmente durante la 61^ edizione della Festa dell’Uva di Vo‘, una delle manifestazioni più importanti che celebrano i vini dei Colli Euganei.