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Tartufo di Boemia

PISOLITHUS ARHIZUS

Pisolithus arhizus (Persoon) Rauschert
N.V. Tartufo di Boemia

Carpoforo: 5-20 e più cm. di diametro, spesso con pseudo-stipite che lo innalza dal terreno fino a 20 cm. e oltre. E’ di forma variabile : da subsferica, a claviforme a reniforme ecc., lo pseudo stipite prosegue sotto terra per parecchi cm. tramite un penducolo che alla terminazione presenta consistenti rizomorfe giallastre.
Peridio: di color brunastro, quasi liscio, che si screpola a maturità lasciando uscire miliardi di spore.
Gleba: da giovane al taglio si presenta marmorizzata, formata da “camere” contenente corpuscoli (peridioli) giallastri, con odore e sapore sclerodermatacei.
Spore: sferiche, aculeate 8-12 micron. Sporata:bruno-cannella.
Habitat: cresce in estate autunno ed è un’altra “chicca” per i Colli Euganei. Lo troviamo su terreno calcareo, arido. Località : Monte Calbarina, ecc.
Commestibilità: qualcuno asserisce che essendo un fungo aromatico da giovane si potrebbe anche
consumare, infatti viene anche chiamato Tartufo di Boemia, o Tartufo dei poveri.
Osservazioni: Quando lo si incontra è facile scambiarlo con un pezzo di legno, o un escremento, io lo incontro da decenni sul Monte Calbarina ed è sempre interessante vederlo ogni anno, anche perchè è un fungo utile per il bosco essendo simbionte della flora xerofila, a mio avviso è un fungo da apprezzare
solo sotto l’aspetto naturalistico per la sua strana morfologia e la sua rarità, da fotografare e rispettare.

I Funghi, in Gastone Cusin, Giancarlo Zanovello (a cura di), I Funghi dei Colli Euganei, 2012.
Testo e Foto di proprietà del Gruppo Micologico Naturalistico Culturale di Monselice e Teolo, per loro gentile concessione.