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Le Terme di Val Calaona

 

Terme di Val Calaona

Le Terme di Val Calaona

La Val Calaona è una vasta area pianeggiante di circa 3 metri più bassa delle strade e degli argini circostanti, estesa tra le pendici dei Monti Cero, Cinto e Lozzo, lambita dallo scolo di Lozzo e dal Canale Bisatto.

Terme di Val Calaona

 

Terme di Val Calaona Vasca Grande

Numerosi reperti di capanne e strumenti litici testimoniano in quest’area la presenza di uno dei più antichi insediamenti antropici del Neolitico medio in quella che era una vasta bassura coperta per la maggior parte dell’anno da un lago paludoso. É divenuta una fertilissima piana in seguito ad accurate bonifiche, ma la sua importanza è data da una fonte di acqua termale che sgorga spontanea nella pianura, utilizzata sin dal basso Medioevo… o forse anche prima! Per secoli in Val Calaona era in uso la tradizione di immergersi liberamente nella calde e benefiche acque termali e qualsiasi tentativo di privatizzazione ha incontrato la ferma opposizione degli abitanti locali. Le Terme erano quindi libere e la Comunità Atestina (che sino al 1848 mantenne la giurisdizione del sito) non le aveva mai dotate di strutture idonee per accogliere i bagnanti: erano esposte alle intemperie, senza un idoneo ricambio di acque e prive di elementi architettonici.

Terme di Val Calaona, resti dell'antica vasca Nei primi decenni dell’Ottocento la Delegazione Provinciale di Padova sollecita un miglioramento del sito da un punto di vista igienico-sanitario. Vengono così costruite strutture atte a ricevere gli ospiti, ma i documenti dell’epoca continuano a testimoniare una profonda incuria, soprattutto nella vasca comune.
Terme di Val Calaona, vasca grandeNel 1884 l’edificio viene dotato di una nuova ala con stanzini e vasche private, ma senza rinnovare la vasca per i bagni comuni definita “bolgia infernale
”: «In essa l’acqua non si rinnova mai, non vi sono spogliatoi nè camerini di divisione tra uomini e donne e lo smuovere del fondo melmoso rende ributtante l’aspetto dell’acqua». Un progetto di generale riordino viene fatto nei primi decenni del ‘900 dal Comune di Baone che tenta di rilanciare le Terme di Val Calaona attraverso il miglioramento delle strutture ed una massiccia campagna pubblicitaria che sottolinea «la stretta osservanza dell’igiene e l’ampia scelta di servizi offerti».
Immagine delle antiche terme di Val Calaona

 

Manifesto1908

Dal 1904 il sito «è dotato di ogni confort morale e fisico» come riporta un giornale dell’epoca, ma la nuova e promettente struttura termale si scontra con la Prima Guerra Mondiale e la disfatta di Caporetto segna anche quella delle Terme di Val Calaona. Sul finire della Guerra, lo stabilimento viene utilizzato per ospitare i numerosi sfollati, che però si appropriarono di tutto ciò che i locali contenevano.Alla fine degli anni ‘20 le terme erano in condizioni rovinose, la spesa necessaria per rimetterle in funzione era esorbitante e quindi nessun intervento viene messo in atto. Attorno al 1975, la curiosità verso il sito torna in auge e l’acqua termale viene analizzata e paragonata per calore, proprietà e virtù a quella di Abano e Montegrotto: ad una profondità di 1000 metri risulta avere una temperatura di 75°.

Le acque termali di questa valle sono sempre state una forte attrattiva per gli abitanti ed turisti, ma la storia ha voluto che il sito risultasse sempre in condizioni non idonee all’uso. Negli ultimi anni sono state avanzate proposte e progetti di sistemazione e riqualificazione da parte di privati ed Enti.

Terme di Val Calaona

A mio avviso, quest’area, che gode di una lunga tradizione di “accesso libero” come ricorda un documento del 1700: «non abbiano da essere impediti detti bagni, ma si abbino sempre a lasciar godere ad ognuno per la comune salute», potrebbe diventare uno spazio di terme libere e fruibili da tutti, come avviene in altre zone d’Italia (es. Saturnia e Petriolo) così da diventare un curioso, alternativo ed interessante tassello turistico del territorio euganeo.

Giada Zandonà

Terme di Val Calaona
tra le pendici dei Monti Cero, Cinto e Lozzo