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I Vegri dei Colli Euganei

Ginestre-nei-Vegri

I Vegri dei Colli Euganei

Nell’area dei Colli Euganei il termine “vegro” è tipicamente attribuito a zone prative aride derivate dall’abbandono dei pascoli o delle coltivazioni. Sono quindi praterie semi-naturali di origine secondaria presenti grazie ad una momentanea assenza del bosco, causata da un disturbo (incendio), il cui mantenimento è subordinato alle attività di sfalcio, di pascolamento o delle tradizionali attività agro- pastorali. La mancanza di tali pratiche, salvo casi rari, porterebbe alla riaffermazione delle specie arboree termofile.
Questa transizione verso un nuovo bosco si sta già verificando laddove il terreno risulta più profondo e fertile: la cotica erbosa lascia il posto a specie cespugliose, quali la rosa canina, il biancospino, il ginepro, la ginestra ed altre ancora, fino a tendere gradualmente verso una boscaglia. Il terreno che caratterizza queste vegetazioni è di tipo calcareo, ricco di scaglie e perciò molto permeabile, facendole risultare luoghi molto aridi soprattutto nelle stagioni più secche.
Sono costituiti da specie erbacee “xerofile” (amanti del secco), soprattutto Graminaceae, Compositae spinose e Leguminosae, quali Anthyllis vulneraria, Centaurea scabiosa, Dianthus carthusianorum, Eryngium campestre, Koeleria pyramidata, Leontodon hispidus, Medicago sativa subsp. falcata, Sanguisorba minor, Scabiosa columbaria, Hippocrepis comosa, che rendono queste aree pregevoli soprattutto nei periodi delle variopinte fioriture.

Sono frequenti le Orchidee spontanee, presenti con una ventina di specie, come Anacamptis pyramidalis, Orchis morio e Ophrys apifera. Raramente ci si può imbattere anche nella ruta patavina (Haplophyllum patavinum): la specie più importante del patrimonio floristico euganeo che, seppur non considerata una specie minacciata a livello europeo, trova nei nostri Colli la massima penetrazione occidentale del suo areale e l’unica stazione in Italia.

Orchidee-Spontanee-nei-Vegri

L’importanza di questi siti è risaputa ed è data dal fatto che fungono da “serbatoi di biodiversità”, tanto che con la Direttiva Habitat sono stati ufficialmente riconosciuti come habitat prioritari e perciò da tutelare e conservare.
Più nello specifico, queste praterie afferiscono alla classe fitosociologica Festuco-Bronetea ed all’habitat europeo 6210(*): “Formazioni erbose secche semi-naturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (*stupenda fioritura di orchidee)”, la cui specie fisionomizzante è quasi sempre Bromus erectus.
Le aree a vegro sono presenti prevalentemente nella zona meridionale dei Colli Euganei, in particolare nei comuni di Arquà Petrarca, Baone, Galzignano Terme e Lozzo Atestino.

Esse sono:
Vegro del Sassonegro (Pajone) – Arquà Petrarca Vegro del Monte Calbarina – Arquà Petrarca Vegro del Monte Mottolone – Arquà P., Baone Vegro Val di Spin (Rumpiani) – Arquà Petrarca – Vegro Casa De Battisti – San Biagio – Arquà P. Vegro Monte Lozzo – Lozzo Atestino – Monte Orbieso – Galzignano Terme – Vegro della Scajara (Monte Cero) – Baone Vegro di Monte Cecilia (Comezzara) – Baone

Passeggiata-sui-Vegri

L’area più interessante dal punto di vista dell’estensione è il “Vegro del Monte Cecilia”, un insieme eterogeneo di prati abbandonati, alternati a recenti rimboschimenti e ad oliveti radi con suolo non lavorato. Sono vegetazioni riconducibili in toto all’habitat 6210, pur con crescenti presenze arbustive, dove a tratti si provvede allo sfalcio periodico che giova alle formazioni di pregio. Le specie prevalenti sono Bromus erectus ed Artemisia alba, ma degne di nota sono anche Koeleria pyramidata, Brachypodium rupestre, Potentilla pusilla, Potentilla hirta, Centaurea scabiosa s.l., Globularia punctata, Carex halleriana, Eringium amethystinum, Scabiosa gramuntia, Hieracium pilosella, Melampyrum barbatum, Odontites luteus, Helianthemum nummularium, Reseda phyteuma, Bupleurum baldense, Thymus praecox, Reichardia picroides, Teucrium montanum, Onobrichys arenaria, Cerastium glutinosum, Erucastrum nasturtiifolium, Ferulago campestris, Onosma echioides, Carlina vulgaris, Teucrium chamaedrys, Euphorbia cyparissias e Catapodium rigidum.

Il sito vede inoltre la presenza di numerose Orchidaceae, frequenti sono Orchis simia e Orchis purpurea, quest’ultima cresce anche nei tratti di “vegro aperto” (pur preferendo le fasce ecotonali), mentre meno frequente è Orchis morio.
Sono importanti le due stazioni di ruta patavina (Haplophyllum patavinum), che trova ottime condizioni laddove il calcare marnoso si presenta con una fogliettatura fine e superficiale. Nei cespuglieti di margine, dominati da Spartium junceum (ginestra), cresce anche Cephalanthera longifolia. Nelle aree disturbate crescono anche Taraxacum laevigatum, Crepis sancta, Artemisia absinthium, Calendula arvensis, Rhagadiolus stellatus e Nepeta cataria, Viola hirta e Lavandula angustifolia. L’antesi (fioritura) che si può osservare in questa zona non ha eguali sia per quantità sia per qualità, rendendo quest’area affascinante anche dal punto di vista paesistico con scorci unici e mozzafiato.

Orchidee-selvatiche-dei-Vegri
È molto importante la presenza di volatili, come Pernis apivorus (falco pecchiaiolo), Caprimulgus europaeus (succiacapre), Parus major (cinciallegra), Oriolus oriolus (rigogolo), Pica pica (gazza ladra), Fringilla coelebs (fringuello), Serinus serinus (verzellino), Carduelis chloris (verdone comune), Emberiza cirlus (zigolo nero), Circaetus gallicus (biancone) e Upupa epops (upupa),che sfruttano l’area a fini trofici o riproduttivi.

I prati aridi di questa località ospitano una ventina di specie di farfalle diurne, come Polyommatus bellargus e Hipparchia statilinus, presenti con abbondanti popolazioni. Interessanti anche i carabidi arpalini che si nutrono di semi di piante erbacee (ad esempio Harpalus honestus, H. sulphuripes, Ophonus azureus), il cerambicide terricolo Dorcadion arenarium le cui larve si alimentano delle radici di Graminaceae, ed alcuni tenebrionidi amanti dei terreni sciolti e pietrosi, tra cui Asida sabulosa. Gli ambienti pietrosi ospitano Scolopendra cingulata, un centopiedi di notevoli dimensioni. Il vegro costituisce un ambiente idoneo per l’alimentazione e la termoregolazione di alcune specie di serpenti, tra cui il biacco (Hierophis viridiflavus) e la vipera comune (Vipera aspis), molto rara sugli Euganei e completamente assente sui territori planiziali circostanti. Frequentano questi habitat anche il ramarro occidentale (Lacerta bilineata) ed alcune popolazioni di lucertola campestre (Podarcis siculus), seppur poco numerose ed isolate.

Parus_major_Luc_Viatour

La massiccia fruizione a scopi ricreativi ed il conseguente calpestio risultano dannosi sia per le Orchidee, sia per la ruta patavina. L’avanzata della robinia e dell’ailanto rappresentano anch’esse una minaccia non di poco conto. Oltre a ciò, la frequenza di passaggio di cicli e moto (peraltro vietato) ha causato il formarsi di un solco, nel quale l’acqua piovana s’incanala provocando una consistente erosione, ulteriore minaccia per le specie rare. Anche l’espansione di oliveti e vigneti che prevedono la rimozione della cotica erbosa, minacciano le specie presenti.
Ai fini della conservazione sarebbero auspicabili l’eliminazione mirata dei cespugli, della robinia e dell’ailanto, la dissuasione del passaggio pedonale nei periodi di fioritura delle Orchidee e l’esecuzione di alcuni sfalci localizzati nei siti più favorevoli alla loro diffusione.

In sintesi: il vegro è una prateria arida su suolo calcareo che ha bisogno di una gestione per essere mantenuta tale scongiurando la sua evoluzione in bosco. Si tratta di un habitat estremamente importante dal punto di vista della biodiversità, tanto da essere considerato prioritario dalle Direttive Europee. In primis è degno di nota dal punto di vista floristico, poiché oltre alle Graminaceae xerofile vanta le più belle fioriture di una ventina di specie di Orchidaceae ed è l’unica stazione in Italia dove è presente la ruta patavina. In secondo luogo, esso rappresenta uno spazio indispensabile per molte specie ornitiche (uccelli) che lo frequentano sia a fini trofici sia riproduttivi. Non da ultimo, il vegro è un luogo essenziale per il mantenimento dell’entomofauna, specialmente i Lepidotteri (farfalle) che trovano in questo habitat le piante nutrici, e dell’erpetofauna.

Pernis_Apivorus

Una volta compresa l’unicità e l’importanza di questi luoghi, non possiamo far altro che rispettarli applicando i piccoli accorgimenti che spesso diamo per scontato, come evitare l’eccessivo calpestio al di fuori dei sentieri, l’abbandono dei rifiuti e la raccolta di piante e fiori che è sempre vietata!

Vegro del Monte Calbarina

Soffermandoci più in dettaglio nel “Vegro del Monte Calbarina”, possiamo affermare che questo prato sia riconducibile in toto all’habitat 6210, in più punti interrotto da cespuglieti termofili e da rimboschimenti, in prevalenza di conifere. Dominano Bromus erectus e Artemisia alba nei tratti aperti e Brachypodium rupestre intorno ai cespugli od in prossimità del bosco. Tra le Orchidaceae le più diffuse sono Anacamptys pyramidalis e Orchis simia. Modesta la presenza di Ophrys sphegodes e frequente è Orchis morio; ai margini del bosco e nei cespuglieti intercalati al vegro è spettacolare la fioritura di Orchis purpurea. Importantissima è la popolazione di Haplophyllum patavinum (ruta patavina): un incendio che ha distrutto la vegetazione arborea invadente ed incenerito il manto erboso superficiale ha consentito agli stoloni sotterranei, quiescenti da anni, di colonizzare una nuova vasta area. A valle di quest’area sono state scoperte altre due piccole stazioni di ruta, ma sofferenti a causa della densità della cotica erbosa che lascia pochi spazi alla propagazione degli stoloni.

Monte Calbarina

Lettura consigliata

L. Masutti, A. Battisti, La gestione forestale e la conservazione degli habitat nella rete natura 2000, Venezia, 2007

Filippo Rossato

Dove si trovano I vegri

Vegro del Sassonegro (Pajone) – Arquà Petrarca
Vegro del Monte Calbarina – Arquà Petrarca
Vegro del Monte Mottolone – Arquà Petrarca
Baone Vegro Val di Spin (Rumpiani) – Arquà Petrarca
Vegro Casa De Battisti – San Biagio – Arquà Petrarca
Vegro Monte Lozzo – Lozzo Atestino – Monte Orbieso – Galzignano Terme
Vegro della Scajara -Monte Cero
Baone Vegro di Monte Cecilia (Comezzara) – Baone