Volvaria viscosa

VOLVARIELLA SPECIOSA
VAR. GLOIOCEPHALA

Sinonimi : Volvariella speciosa  fo gloiocephala
Volvariella gloiocephala
N.V.  Volvaria viscosa

Cappello: 6-12 cm. di diametro, da ovoidale a conico-campanulato, poi piano-convesso, con umbone, cuticola umida, lucente e vischiosa, a tempo secco asciutta e liscia, asportabile per 1/3 del raggio, di colore grigio-cenere, bruno-marrone, più scuro al centro, il margine è decorticato.
Lamelle:  fitte,  spesse,  alte,  ventricose,  con  molte  lamellule  discontinue,  libere  al  gambo,  di  color bianco-carnicino, e a maturazione delle spore rosa-brunastre, con filo liscio.
Gambo: 8-18 x 1-2 cm. cilindrico, pieno, pruinoso di color bianco con sfumature color cenere attenuato in alto, allargato verso la base dove viene avvolto da una volva alta, lobata, libera dal gambo di color bianco, abbastanza profonda nel terreno.
Carne: tenera e molle nel cappello, consistente nel gambo, di color bianco, odore molto forte di radice o di ravanello, sapore amarognolo disgustoso.
Spore: ellittiche, 12-18 x 8-10 micron. Sporata: rosa carnicino.
Habitat: cresce in tutto il periodo dell’anno nei terreni grassi e concimati che possono essere, orti, giardini, campi coltivati, può presentarsi anche lungo le strade. Località : lo possiamo trovare in tutta la zona euganea.
Commestibilità:  scadente, sconsigliato.
Osservazioni: è una delle specie più comuni,  si può presentare nei luoghi erbosi, lungo le strade, ma sopratutto nei campi coltivati a mais, l’autunno è la stagione più propizia per incontrarlo, se ne possono vedere  centinaia  di  esemplari,  ma  si  può  presentare  anche  in  primavera.  I  raccoglitori  poco  esperti possono scambiarlo con le Amanite del gruppo della vaginata es. Amanita plumbea,  anche loro hanno
la volva ma sono sprovviste di anello, come la “nostra Volvariella”. I caratteri morfologici differenziali sono : le lamelle bianche e non rosa e il margine del cappello striato nelle Amanite. Comunque sono tutti funghi commestibili.

I Funghi, in Gastone Cusin, Giancarlo Zanovello (a cura di), I Funghi dei Colli Euganei, 2012.
Testo e Foto di proprietà del Gruppo Micologico Naturalistico Culturale di Monselice e Teolo, per loro gentile concessione.