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Incontri con Associazione Basilisco

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Data e Ora
17 settembre
21:00 - 23:30

Luogo
Associazione Il Basilico

Categoria

Nessuna categoria disponibile.

Presentazione del libro
“Botaniche Italiane”

17 Settembre

Biblioteca Civica di Abano Terme

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In collaborazione con l’Associazione Il Basilisco di Abano Terme

Presentazione del libro di Elena Macellari “Botaniche Italiane Scienziate naturaliste appassionate”

Giovedì 17 Settembre dalle ore 21.00 presso la Biblioteca Civica di Abano Terme

Ingresso libero

 

Info
Biblioteca Civica di Abano Terme
Via Matteotti, 71, Abano Terme
ass-ilbasilisco@libero.it
cell. 347 6508077
Tel. 049 8617970
biblioteca@abanoterme.net

 

Programma del mese di Settembre 2015

Dopo la pausa estiva riprendiamo la nostra attività proponendo le seguenti iniziative:

  • Giovedì 10 settembre, ore 21,00 – Graziano Favaro: “La foglia”;
  • Sabato 12 settembre, ore 14,30 – Escursione sul Monte Rua. Ritrovo al cimitero di Torreglia Alta;
  • Giovedì 17 settembre, ore 21,00 – nella sala conferenze della Biblioteca di Abano Terme in via Matteotti 71, presentazione del libro di Elena Macellari
    BOTANICHE ITALIANE
    Scienziate naturaliste appassionate
  • Sabato 19 settembre – Visita all’Area umida di Ca’ di Mezzo.
    L’area di fitodepurazione di Ca’ di Mezzo è situata nel Comune di Codevigo, in provincia di Padova, al confine con il Comune di Chioggia, in provincia di Venezia. Essa è stata realizzata artificialmente nel 2000 con i fondi assegnati dalla Regione del Veneto al Consorzio di Bonifica Adige-Bacchiglione per il risanamento della Laguna di Venezia allo scopo di creare un sistema di fitodepurazione. L’area di fitodepurazione è un ecosistema palustre completamente ricostruito su terreni precedentemente utilizzati per fini agricoli. Descrizione generale
    Aspetti forestali – Alcuni rimboschimenti sono stati eseguiti allo scopo di creare barriere frangivento e per facilitare la fruizione dell’area per scopi didattici e ricreativi. Sono state impiegate le specie tipiche: Pioppo nero (Populus nigra), Ontano comune (Alnus glutinosa), Salice comune (Salix alba), Olmo comune (Ulmus minor), Carpino bianco (Carpinus betulus), Acero oppio (Acer campestre), Frassino meridionale (Fraxinus oxycarpa), Farnia (Quercus robur), Biancospino comune (Crataegus monogyna), Corniolo sanguinello (Cornus sanguinea), Frangola comune (Frangula alnus), Nocciolo comune (Corylus avellana), Pruno selvatico (Prunus spinosa).
    Aspetti floristici – Un ruolo fondamentale nel favorire la depurazione delle acque destinate a defluire nella laguna di Venezia dai solidi sospesi, dai composti azotati e dai fosfati è svolto dalla canna palustre, una specie vegetale appositamente piantata nelle golene dell’area umida per la sua capacità di favorire i processi di rimozione degli inquinanti dalle acque. L’area presenta un’alta biodiversità favorita da un ritardo dello sviluppo del canneto e dal mantenimento di bassi livelli idrici e queste condizioni hanno permesso all’ambiente di essere colonizzato anche da altre specie di macrofite, con sporadica presenza di Lisca (Typha sp.), Salcerella comune (Lythrum salicaria), Palla-Lisca lacustre (Schoenoplectus lacustris), Zigolo comune (Cyperus longus), Cannuccia di palude (Phragmites australis), Giunco americano (Juncus tenuis), Equiseto di palude (Equisetum palustre), Lisca marittima

(Bolboschoenus maritimus), Giaggiolo acquatico (Iris pseudacorus) e Carici (Carex sp.), ma nel tempo è certo che si inseriranno tutte le specie tipiche degli ambienti umidi di acqua dolce.
Tra i fiori presenti più significativi ricordiamo il campanellino estivo (Leucojum aestivum), caratteristico delle praterie umide, in rarefazione in tutto il territorio nazionale e protetto da alcune leggi regionali.

Aspetti faunistici – L’area di fitodepurazione di Cà di Mezzo è un ecosistema molto complesso per la molteplicità dei microambienti che racchiude. La grande presenza di nicchie ecologiche costituisce un forte richiamo per molte specie di uccelli che possono nidificare e trovare rifugio, riposo e nutrimento nell’acqua, nei canneti, nelle dolci pendenze delle golene emerse e nelle isole. In prossimità delle golene, dove l’acqua è più bassa, è possibile osservare grandi uccelli appartenenti alla famiglia degli ardeidi, come l’airone cenerino (Ardea cinerea), l’airone bianco maggiore (Egretta alba) e la garzetta (Egretta garzetta). Le tre specie si nutrono prevalentemente di pesci, anfibi ed insetti, catturati allungando il lungo collo a forma di esse e trafitti con il robusto becco appuntito. Aironi e garzette nidificano costruendo sugli alberi o fra i canneti dei nidi chiamati garzaie. Le zone d’acqua libera sono popolate da specie come lo svasso maggiore (Podiceps cristatus), il Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), il Cormorano (Phalacrocorax phalacrocorax sinensis), la Folaga (Fulica atra), il Mignattino (Chlidonias niger), il germano reale (Anas platyrhyncos) e la gallinella d’acqua (Gallinula chloropus). Fra i predatori a Cà di Mezzo è possibile riconoscere il falco di palude (Circus aeruginosus), un rapace diurno che si nutre di piccoli uccelli, mammiferi e pesci. Tra gli uccelli di più piccole dimensioni è possibile segnalare il martin pescatore (Alcedo atthis), l’usignolo di fiume e lo scricciolo. Sono presenti, inoltre, le gazze, i gabbiani e le cornacchie. Molte specie di anatidi, ardeidi, trampolieri, rapaci e svassi sono presenti tutto l’anno. E’ stato avvisato il raro tarabuso di abitudini crepuscolari. Nel maggio 2003 è stata avvistata una coppia di gufi comuni nel nido costruito nella cavità di un tronco di salice e il 31 maggio ne sono usciti tre pulli rimasti poi nel boschetto per tutta l’estate. La fauna ittica è particolarmente ricca con specie autoctone come il luccio e la tinca. Particolarmente varia è la terriofauna dell’area che comprende il topolino delle risaie, l’arvicola di savi, il toporagno della selva di arvonchi, la crocidura minore e il topo selvatico.

Aspetti storico-culturali – Terreni fino a poco tempo fa coltivati, compresi tra il fiume Bacchiglione ed il canale Morto, nei quali sono state create le condizioni proprie delle antiche paludi. Area Umida Ca’ di Mezzo
E’ gradita la prenotazione. Primo appuntamento alle ore 14,30 davanti alla sede in Via Diaz 98, Abano Terme, secondo appuntamento ore 15,00 davanti alla chiesa di Codevigo.

  • Giovedì 24 settembre, ore 21,00 – Rizzieri Masin: laboratorio di botanica;
  • Domenica 27 settembre, ore 7,30 – Gita di una giornata in Friuli.
    Al mattino escursione alla Sorgente della Santissima dove nasce il Livenza.
    La sorgente della Santissima, nel comune di Polcenigo, è una delle principali sorgenti del Livenza, insieme a quella del Molinetto e del Gorgazzo. La sorgente è una fonte perenne e scaturisce dal massiccio calcareo delle Prealpi del Cansiglio; l’acqua emerge in un’area talmente ristretta che sembra quasi che le numerose polle si riuniscano in una sola grande bocca. Fin dall’antichità il luogo è legato al culto dell’acqua.
    Il sito archeologico del Palù di Livenza. La palude delle sorgenti del Livenza si è formata in una depressione naturale strutturale, delimitata ad est dall’altura del Col Longone, ad ovest dalle pendici dell’altipiano del

Cansiglio e sbarrata a nord dalle ghiaie trasportate dal torrente Gorgazzo, affluente dello stesso Livenza. Alla base del massiccio carsico del Cansiglio/Cavallo, dal quale derivano, sono allineate su una fascia di 5 km, le tre sorgenti perenni del Livenza: Gorgazzo (a NE), Santissima (in comune di Polcenigo – portata media 6 m3/sec) e Molinetto (in quello di Caneva: portata media 2 m3/sec).

Sede di un bacino di acqua con altezze oscillanti sin dai tempi preistorici, venne sottoposto negli ultimi due secoli a vari lavori di bonifica ed interventi idraulici (scavo di scoline e di canali di sgrondo, costruzione di un canale artificiale che attraversa in galleria il Col Longone per l’alimentazione di una centrale elettrica) che alterarono parzialmente l’ambiente umido naturale. Nonostante questi lavori, vi si conserva un deposito stratificato di straordinaria importanza sia per l’archeologia preistorica sia per lo studio della trasformazione dell’ambiente negli ultimi 15.000 anni. Va inoltre ricordato che questo è uno dei pochi siti italiani in cui è particolarmente promettente uno studio approfondito ed articolato dei modi di adattamento dell’uomo preistorico all’ambiente. I sedimenti saturi d’acqua, hanno infatti permesso la conservazione di elementi altrove deperibili (vegetali, pollini, legno) che costituiscono un ricchissimo archivio di dati riguardanti gli ambienti e la cultura materiale dell’uomo preistorico.

Già durante i lavori di bonifica e di sistemazione dei canali di sgrondo (anni 60 del secolo scorso), nel materiale di risulta del dragaggio dei canali, erano venuti alla luce in più volte parecchi reperti archeologici.
Il ritrovamento di frammenti di recipienti ceramici, strumenti litici, ossa di animali, pali di legno, ecc., hanno fatto desumere che vi fosse ubicato un villaggio palafitticolo di età neolitica (Neolitico recente IV-inizi III millennio a.C.) successivamente testato nelle campagne di scavo dal Ministero dei Beni Ambientali ed Archeologici degli anni 1982/83, 1987 e 1992/93 e datato (al carbonio 14) fra il 5.720 a.C. ed il 4.880 a.C.

Al pomeriggio escursione sull’Altopiano del Piancavallo da cui, come da un balcone, si vedono dall’alto: la pianura veneto-friulana, la laguna di Venezia e, nelle giornate limpide, addirittura i Colli Euganei.
Pranzo al sacco oppure, per chi lo desidera e su prenotazione, in un ristorante locale al prezzo di euro 25,00.

Costo del viaggio in pullman euro 15,00 a persona.

Si prega di consultare sempre il sito dell’Associazione per controllare eventuali improvvise variazioni di programma dovute a cattivo tempo o a imprevisti.

Le iniziative sono aperte a tutti. Le conferenze, salvo diversa indicazione, si tengono nella sede di Via Diaz 98, Abano Terme.

Si ricorda che la partecipazione alle attività è libera e l’Associazione declina ogni responsabilità per eventuali incidenti o danni a persone, cose o animali.

IL PRESIDENTE Antonina Fantini

Info
www.ilbasilisco.org
mail: ass-ilbasilisco@libero.it
Sede sociale: Via Diaz 98 – 35031 Abano Terme (Pd)
C.F. 92135230289
Tel. 049 794842
Cell. 347 6508077