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Itinerario Euganeo Natalizio nella Storia dell’Arte

Itinerario Euganeo Natalizio
nella Storia dell’Arte

Vi è una sorta di presepe perenne nelle nostre chiese. Esso è rappresentato da alcune opere d’arte che i nostri antenati ci hanno lasciato. Così nella variegata geografia dell’area sud dei Colli Euganei, vogliamo tracciare un percorso che lega insieme alcuni significativi luoghi con quel filo conduttore che è la raffigurazione maggiormente sentita nel periodo natalizio. Giova ricordare che la riproposizione della natività è stata divulgata con maggior intensità, dai francescani, che nel nostro territorio non sono mai mancati. Basta ricordare il famoso “presepe di Greccio” voluto da san Francesco d’Assisi, per dare un’anima al Natale!

Madonna con Bambino di Cima Museo Nazionale Atestino di Este - Colli EuganeiAllora il nostro itinerante tuffo nella storia della devozione natalizia e nell’arte inizia da Calaone. Situato sulla sella tra il Cero e il monte Castello, segnato dallo svettante campanile. A Natale, visto dalla pianura, il paesello pare un presepe; un incanto. Nella chiesa parrocchiale sono custoditi due grandi quadri, pregevoli opere di Antonio Zanchi, pittore atestino attivo tra ‘600 e ‘700. Uno di questi rappresenta una originale “Adorazione dei Magi”. La scena è dinamica, dalla equilibrata stesura coloristica, stupenda tavolozza d’artista allo sguardo sorpreso dello spettatore. Discesi dal monte, giungiamo alla vicina città di Este. Le luminarie ogni anno danno un’accoglienza particolare al visitatore. Nel luogo dove riposa la beata Beatrice, della icona maestosa della Basilica delle Grazie, della straordinaria pala d’altare firmata Gian Battista Tiepolo, con la memorabile invocazione a santa Tecla sulla città prostrata dal dolore, ci addentriamo nel Museo Nazionale Atestino.
Qui tra antiche memorie venetiche e romane, troviamo la sfolgorante “Madonna col bambino” di Cima da Conegliano databile intorno al 1504.

Adorazione dei Pastori di Varnesal - Monselice - Colli Euganei
Seduta in trono, la Madre tiene il piccolo che accenna ad un commovente abbraccio, mentre ella porge lo sguardo verso lo spettatore. Un’opera inconfondibile dai colori accesi e dalla descrizione anatomica dei volti, che solo un artista come Cima sapeva esprimere; oggi a noi proposta in una realtà museale ma che sa ancora infondere la poesia del Natale e della devozione propri di un luogo di culto. Il nostro natalizio pellegrinaggio approda a Monselice. Scrigno d’arte e pinacoteca diffusa. Qui dove il Poeta Francesco Petrarca è stato canonico dell’antica Pieve di Santa Giustina, troviamo numerose pitture sul tema della Natività.

Affresco ai Pastori, Chiesa San Tomio Monselice - Colli Euganei

Ne citiamo solo due: l’affresco medievale della chiesa di San Tommaso e una tela di Ludovico Vernansal custodita nel cosidetto duomo vecchio. Dell’affresco in San Tomio realizzato da anonimo nel primo secolo del secondo millennio, rimane ben visibile “l’Annuncio ai pastori”.
Esso faceva certamente parte di un più ampio ciclo pittorico andato distrutto. Sono ben visibili gli angeli, nonché interessante notare l’uso delle lumeggiature nelle balze rocciose animate da due pecore e un cane. Magnifica roteazione delle figure, intorno al punto focale e luminoso del bambino Gesù, è la tela dipinta ad olio dal pittore parigino Ludovico Vernansal, dal titolo “Adorazione dei pastori” visibile nella Pieve di Santa Giustina. Merita un trasferimento nel cuore dei Colli Euganei, per una sosta a Praglia nella chiesa monastica: diamo uno sguardo nel riquadro del tamburo dell’abside, dove l’egregio pittore rinascimentale Battista Zelotti ha raffigurato una magnifica e luminosa “Natività” ad affresco.
Una curiosità: nel duomo di Abano Terme è custodito un quadro dello Zanchi che raffigura un insolito “San Giuseppe con in braccio Gesù Bambino”. Il Natale ripropone maternità e paternità accomunati dall’arte e armonia, proprio come il titolo di questa rubrica.

San Giuseppe con Gesù Bambino di Zanchi, Duomo di Abano Terme - Colli Euganei

Riccardo Ghidotti